Sono passati quattro anni da quando il peso massimo Magomed Abdusalamov fu sconfitto al Madison Square Garden, da Mike Perez in quello che possiamo considerare uno dei combattimenti dal finale tra i più drammatici degli ultimi anni.
Abdusalamov perse ai punti al decimo round ma il match andava fermato antecedentemente . Il pugile russo dopo le prime riprese era già in debito di ossigeno e rimase in piedi solo grazie al suo enorme coraggio incassando una valanga di pugni . Arbitro e medico furono determinanti nella tragicità dell'evento non fermando il duello al momento opportuno .Terminata la performance Magomed entrò immediatamente in una situazione altamente critica. I medici non furono solleciti ad aiutarlo , e fu trasferito in taxi all'ospedale non con troppa sollecitudine .Quando arrivò al pronto soccorso scattò immediatamente il codice rosso tanto era evidente lo stato di chi ha subito notevoli danni cerebrali .
Dopo l'intervento chirurgico al cervello il pugile è stato in coma per sei settimane per poi essere ricoverato in un altro ospedale per più di 10 mesi, durante i quali fu avviata una riabilitazione molto complicata .
Oggi a 36 anni Abdusalamov vive paralizzato su una carrozzella incapace di camminare e con grandi difficoltà ad esprimersi. La sua borsa fu di 40.000 dollari. E tutto questo tempo sua moglie Bakanay e le sue tre figlie di 11-8 e 4 anni hanno vissuto grazie alla solidarietà del mondo del pugilato che ha raccolto fondi in tante occasioni un po' in tutti gli States.
Ieri il giudice circondariale Jeanette Rodriguez-Morick ha accolto la querela inoltraata della famiglia
Abdusalamov e ha condannato lo stato di New York a pagare 22 milioni di dollari di indenizzo .
Il tribunale ha riscontrato gravi deficienze da parte dei medici della New York State Athletic Commission presenti alla riunione e a tutto il personale NYSAC .Abdusalamov fino ad oggi è vissuto in un appartamento nel Connecticut fornitogli gratuitamente da un amico.