Affrontano rispettivamente Nieves e Cartagena

Nella ricchissima riunione di Carson, una sorta di festival dei pesi supermosca, sono presenti due altri grandi protagonisti oltre a quelli impegnati nei match Gonzalez-Rungvisai e Estrada-Cuadras. Si tratta del giapponese Naoya Inoue e dell'hawaiano, quindi di cittadinanza statunitense ma di origini filippine Brian Viloria che però non sono impegnati uno contro l'altro.
Inoue è considerato il nr 1 a livello di supermosca dal Transnational Boxing Rankings Board, ha 24 anni ed è già al settimo posto della classifica Pound for Pound. Mano pesante, velocità abbagliante, Inoue (foto a sx)si impose all'attenzione di tutti quando all'8° match da professionista distrusse letteralmente un veterano come l'argentino Narvaez. Da allora Inoue è andato avanti come un rullo compressore in attesa di uno scontro stellare contro Roman Gonzalez ma poi la sconfitta di quest'ultimo contro Rungvisai ha cancellato questa possibilità almeno temporaneamente. A Carson Inoue difende il suo titolo di sigla WBO dall'assalto di un pugile statunitense di 30 anni, Antonio Nieves, che viene dall'Ohio e non ha un record tale da suggerire possa infastidire uno come il giapponese che tra l'altro combatte per la prima volta all'estero e vorrà fare grande impressione.
Brian Viloria ha invece 36 anni, un'età che definiremmo veneranda per un pugile di questo peso con per giunta una carriera pesante alle spalle ma è anche una sorta di gatto dalle sette vite, dato per morto più volte e poi appunto rinato. Partendo dai minimosca e salendo e scendendo di categoria Viloria ha fatto collezione di titoli di sigla e battuto avversari di grande qualità come Ulises Solis, Omar Soto, Giovani Segura, Hernan Marquez e altri. Sul ring di Carson lo attende lo statunitense di Filadelfia Miguel Cartagena, un 25enne reduce da uno stretto pareggio in Giappone con l'ex campione del mondo dei pesi mosca Toshiyuki Igarashi. Cartagena non è un fuoriclasse ma sembra l'uomo giusto per saggiare le residue ambizioni di Viloria. Il piatto fra i supermosca è ora ricco, vedremo se a tavola potrà accomodarsi anche l'hawaiano.



