Trent'anni, compiti penosi, cartellini, numeri e viaggi

Trent'anni fa un giudice messicano, Jose Juan Guerra, guarda il dito invece della luna e stila un cartellino di 118-110 a favore di Sugar Ray Leonard contro Marvin Hagler. Trent'anni dopo Adelaide (o Adalaide che è lo stesso) Byrd guarda anche lei il dito e non la luna e stila un cartellino di 118-110 in favore di Canelo Alvarez contro Gennady Golovkin. Corsi e ricorsi storici. Che succederà nel 2047?
Per uno che scrive di boxe è un dovere leggere un po' di qua e un po' di là social forum compresi ma sempre e solo dopo avere visto il match, una sola volta come i giudici di bordo ring, e senza sapere il risultato. A volte però è un dovere davvero penoso. Perché è penoso leggere che ci sia gente che parla di Golovkin scarso o di Alvarez bravissimo. Certo, penoso perché Golovkin è stato tutt'altro che penoso ed ha vinto il match. Certo, penoso perché Alvarez è sempre stato un grande pugile e solo un cieco può non essersene mai accorto.
A proposito di penoso, il cartellino pubblicato da noi subito dopo il match è di Boxeo Deportes che aveva un pari. Tutti noi avevamo avanti Golovkin, chi più chi meno. Dedicato a chi sfotte e dovrebbe mettersi, o pulirsi, gli occhiali. E se aveva un pari un sito latino americano in un match di Alvarez...
Un pari in un match di boxe è quasi sempre una jattura. Non era un caso se per decenni i titoli mondiali si sono disputati su un numero di riprese dispari, 15 e non 14 o 16. Ridurre le riprese a un numero pari ha esposto a questo rischio. Sarebbe giusto fare come faceva il torneo Boxcino di ESPN, se c'è un pari combattere un'altra ripresa con l'obbligo di non darla pari.
Dovevo andare a Las Vegas, Visto cos'è successo è stato meglio rimanere a casa.



