QUATTRO CHIACCHIERE CON LUCA RIGOLDI

Luca Rigoldi, vicentino di non ancora venticinque anni che compirà il prossimo gennaio, è uno dei giovani virgulti della boxe italiana, ha un interessante record di sedici vittorie (sei prima del limite), un pari e una sconfitta ed è campione dell'unione europea dei pesi supergallo. Professionista da nemmeno tre anni, ragazzo dal viso candido e dall'atteggiamento umile, è uscito dalla fucina di un mago come Gino Freo a Piove di Sacco. Con lui abbiamo scambiato qualche impressione dopo la sua prima difesa del titolo internazionale che cinge ai fianchi, una bella vittoria prima del limite contro Limone.
-Luca, per chi ancora non ti conoscesse spiega chi sei, che vita fai e che tipo di pugile sei.
-Sono un pugile professionista e come tutti i pugili italiani per far il nostro sport ho bisogno di far dell'altro, non si vive di certo con la boxe. Io fortunatamente ho la possibilità e la fortuna di lavorare in palestra ed insegnare alla gente questo sport meraviglioso.
-Quanto è importante per te Gino Freo?
-Il maestro Freo è una persona fondamentale, lo conosco da molti anni ma da gennaio 2015 sono passato sotto la sua guida grazie anche al consiglio del tecnico Alessandro Santamaria che mi ha seguito fin da ragazzino; Gino mi sta facendo crescere tanto, in questi ultimi anni mi vedo cambiato, migliorato e son convinto che la strada è ancora molto lunga... Lui lo dice sempre: "non si è mai troppo forti".
-Farsi Vicenza-Piove di Sacco ogni giorno per allenarsi quanto pesa?
-La strada per andare ad allenarsi è tanta (la palestra dista da casa mia 72km) e la percorro settimanalmente dalle 3 alle 4 volte, è molto dura e i costi sono tanti, lo faccio volentieri perché credo in questo sogno. Durante la preparazione che precede un combattimento mi fermo in ritiro a Piove di Sacco a casa del direttore sportivo Riccardo Pavan che assieme alla sua compagna Martina generosamente mi ospita per i 20/30 giorni che precedono il match.
-Quando hai capito, una volta diventato professionista, che avresti potuto fare qualcosa d'importante?
-Sto lavorando tanto non mi sono mai posto obiettivi, vivo aspettando il prossimo evento con i piedi per terra e cercando di sistemare le mie carenze.
-Il titolo italiano, la sconfitta con Parrinello e poi la vittoria. Quali furono le tue sensazioni?
-Parrinello è stato un avversario difficile, al titolo italiano che persi nessuno avrebbe però pensato che sarei comunque riuscito a tenergli testa. Dalle sconfitte si impara molto, poi a dicembre vinsi il titolo con Gallo, penso sia stato un match spettacolare per l'intensità e la voglia che avevamo entrambi di vincere.
-Parrinello te lo ritrovi davanti per l'UE. Con che stato d'animo affrontasti il match?
-Nel 2017 mi viene proposto di fare l'UE e di affrontare per la seconda volta Parrinello, sapevo che non era un match facile, accetto e facciamo un grande incontro, difficile ma questa volta sapevo che non dovevo cadere negli stessi errori della volta precedente e riesco a vincere.
-Con Limone hai mostrato una decisa crescita a livello di personalità. Che se pensi?
-Contro Limone, pugile esperto con grande esperienza, sapevo che non dovevo affrontare l'incontro in maniera leggera, lui più alto di me e gran tempista, dovevo difendere il titolo è far vedere che veramente volevo confermarmi campione.

-E ora cosa vuole fare da grande Luca Rigoldi?
-Ora son soddisfatto del risultato ottenuto e anche della prova fatta, a breve tornerò in palestra a lavorare sotto la guida del maestro per migliorare ancora aspettando ancora altre battaglie.
-A chi devi dire grazie?
-Ringrazio tutto il mio staff, il maestro Freo, tutti coloro che mi hanno aiutato e sostenuto, le palestre Dynami e Queensberry, la Boxe Piovese, Loreni la mia famiglia e la mia fidanzata Valentina, e tutti i miei amici e tifosi. Soprattutto ringrazio chi era sotto il ring a soffrire e poi gioire con me.
Andrea Bacci



