Gennaio 1968, PalaEur di Roma, ore 20.45. Nino Benvenuti è all’imbocco del sottopassaggio un tantinello acciliato. Non ci vede chiaro. Pardon non vede il nero che lo aspetta. Fa un smorfia di disappunto. Sta probabilmente pensando al suo stato di forma. La rivincita con Griffith è già concordata per il 4 marzo a New York. Ai suoi pensieri fa da cornice un imponente pubblico che ha affollato gli spalti e ha permesso un incasso di 35.230.000 lire... Il nervosismo di Nino si riflette sul ring. “Bad News” Charlie Austin è un tipo tosto. Nel 1967 ha combattuto sette volte con una sola sconfitta. Nel 1964 aveva perso due volte da Mazzinghi, ma pareggiato con Duran a Milano.

Nelle prime quattro riprese fa vedere i sorci verdi al campione olimpico. Viene da dire che se questo negretto avesse fondo e gambe, avrebbe assunto un ruolo di rilievo in campo mondiale. Brividi!..Corrono lungo la schiena degli spettatori. Avvio perentorio di Nino che stampa un sinistro da favola sulla faccia di Austin. L’uomo di mogano si ferma appena in tempo sulla porta dell’aldilà. Sembra quasi fatta e invece il match cambia volto. Austin mette a segno un jab sinistro che centra Benvenuti e le ginocchie del nostro campione si piegano per un attimo. Nel secondo round la musica non cambia. Il sinistro di Austin arriva prima e si moltiplica in una quantità industriale, tanto da creare una forte preoccupazione tra la folla. Nel terzo round l’angoscia continua. Nino sembra non riesca a mantenere il passo.
I sinistri del negretto sono un flagello e si avverte anche qualche timida sventagliata di applausi a favore di Austin. Nino inizia male anche il quarto assalto, ma alla fine il suo destro inizia a funzionare. Teddy Brenner, il matchmaket del Madison Square Garden, arrabbiatissimo lascia il bordo ring e va in tribuna stampa. Nella quinta tornata Benvenuti trova finalmente tempo e misura. Nell’ottava ripresa finalmente la classe di Nino esplode. Due destri e un micidiale sinistro mettono in crisi Austin per la prima volta.
Nel nono assalto l’americano pedala all’indietro. Alla decima è centrato da una serie a due mani di Nino “vecchia maniera” ed è sull’orlo del ko, ma con orgoglio spara un destro che “gela” ancora Benvenuti proprio quando manca una decina di secondi alla fine. Nino Benvenuti vince ai punti. Un successo sofferto ma giusto, però la gente si chiede cosa succederà a New York all’inizio di marzo.
Quello sarà invece un altro Benvenuti. Magnifico, nemmeno parente con quello di gennaio.



