CRONACA DELLA SERATA DI NEPI DEL 19 GENNAIO

Tantissima gente, tantissima passione e grande calore nella serata di ieri venerdì 19 gennaio a Nepi (Vt) per l'organizzazione di RoundZero di Spagnoli e Sabbatini. Un palazzetto davvero ricolmo di tifosi, che hanno scaldato i sei match in programma, quattro dilettanti e due professionistici, nello specifico l'esordio del superpiuma romano Luca Angeletti e la messa a punto del supermedio Giovanni De Carolis in attesa dell'importante trasferta australiana che lo attende tra poco più di un mese. Insomma una di quelle serate che riconciliano con il pugilato perché questo è uno sport che ha davvero un grande futuro anche come attenzione del pubblico.
Quattro match tra dilettanti di varie palestre laziali, otto discreti ragazzi che hanno dato vita a dodici round complessivi che hanno appassionato e divertito il pubblico. E anche questo è un dato importante. Le vittorie, tutte ai punti, hanno arrivo a Salihn, Mazzocchi, Conti e Fersula ma gli avversari, rispettivamente D'Innocenzo, Turchetti, Moroni e Contino, non hanno per nulla demeritato. Molto divertente è stata anche l'esibizione dei sei bimbi piccoli, quattro maschietti e due femminucce, che hanno provato a giocare a fare i grandi, mettendoci anche sprazzi di passione che spesso non si vedono proprio dai grandi. Se sono rose, fioriranno.
Era molto atteso l'esordio del giovanissimo Luca Angeletti, faccia da ragazzino che tutti vorrebbero come compagno di banco a scuola, e fisico ben strutturato. Il suo avversario, poca roba, era il serbo Milovan Dragojevic, che per un paio di riprese ha provato a tenere testa al ragazzo per poi calare inevitabilmente quando Angeletti ha usato un pizzico di potenza annusando la conclusione prima del limite. Per un paio di riprese Angeletti è andato avanti per sfuriate, sprecando energie che sarà certamente compito della palestra far sì che vengano utilizzate meglio, ha abbassato il ritmo nella terza ripresa, poi ha visto bene di aumentare l'intensità, e l'arbitro Muratori ha chiuso la contesa nel quarto round per ko tecnico, sottraendo il serbo da una gragnuola di colpi che già poco prima gli erano costati un conteggio. Angeletti sembra possedere buona precisione, discreto tempismo e un pizzico di potenza. Deve ovviamente fare esperienza, e avere quel pizzico di cattiveria agonistica che solo il tempo e i match sempre più via via impegnativi riescono a dare. Comunque, se il buongiorno si vede dal mattino, le premesse per fare bene ci sono tutte.
Giovanni De Carolis era invece atteso da palloncini colorati e dal tifo infernale dei duemila e più del palazzetto di Nepi. E' qui conosciuto e molto apprezzato, e si presenta sul ring tirato a lucido e fisicamente perfetto come se fosse in Germania per un titolo mondiale. L'avversario, Bojan Radovic, sulla carta è un osso duro che perde sì ma quasi mai (una volta su venti precedenti) lo fa per ko. All'inizio della prima ripresa però De Carolis alza subito il ritmo, credendo che quello opponga una certa resistenza e gli permetta di andare avanti con i round, cosa che si era messo in testa di fare. Invece, a parte giusto un paio di ganci accennati, il serbo subisce i colpi e va giù al tappeto due volte prima che suoni il gong. Muratori conta, nella seconda ripresa De Carolis non abbassa il ritmo, Rodovic va una prima volta a terra ma per una scivolata, una seconda per una prima sfuriata a due mani del campione romano, infine arriva lo stop definitivo dell'arbitro quando, passato a malapena un minuto del secondo round appunto, il serbo si piega letteralmente in due su un gancio destro al corpo del romano, obiettivamente di ottima fattura. Un test che doveva far fare sei riprese buone a De Carolis, ma Radovic aveva preso a difendersi pure con la testa quindi, giustamente, non era il caso di rischiare niente e si poteva anche chiudere. Energie risparmiate che Giovanni potrà usare in allenamento in questo mese di avvicinamento al match cruciale di Sydney contro il giovane Bilel Akkawy, in palio, più che il titolo Wba Oceania di quest'ultimo, la possibilità di poter riavere presto la chance iridata.
Dopo quaranta minuti buoni di abbracci, baci e selfie con qualche centinaio di amici e tifosi, seguiamo Giovanni nello spogliatoio. E' sereno e sorridente, anche se un velo di stanchezza inizia ad apparire. Ci scambiamo giusto quattro chiacchiere mentre si prepara alla meritata doccia.
-Sensazioni particolari durante il match, Giovanni?
-Nessuna in particolare. Ero molto concentrato, sono rimasto serio e determinato in quello che dovevo fare. Del resto venivo da un periodo per me molto difficile, sia a livello tecnico che a livello mentale. Anche stasera ho alternato cose buone ad altre su cui dovrò lavorare. Mi reputo una persona e un pugile molto meticoloso, e stasera dovevo fare un tipo di lavoro per capire e valutare a che punto sono.
-Radovic sembrava un pugile che ti avrebbe portato alla distanza dei sei round...
-La sua scarsa resistenza ha sorpreso anche me. Sul primo atterramento nella seconda ripresa prima dell'interruzione del match mi è uscito anche un gesto di disappunto. Mi aspettavo di fare un certo tipo di match, invece tutto si è risolto alla svelta. Credevo che lui avesse ben altra resistenza, aveva fatto sei riprese intere con Serghey Demchenko, che io conosco bene per essermici allenato insieme. Serghey ha i ferri da stiro al posto della mani, ed ero certo che Radovic tenesse di più i colpi.
-A un mese da un incontro importante però era anche determinante cercare di chiudere alla svelta ed evitare possibili spiacevoli sorprese.
-Sicuramente. Lui ha provato anche a usare la testa.
-Tanta gente e tanto calore verso di te...
-Questo mi fa felice. Sono parecchi anni che lavoro e ho palestre nei dintorni di Nepi e questo affetto mi ha fatto piacere. Ho visto moltissimi giovani, anche tanti bambini, e sono orgoglioso di fare un po' da testimonial per il pugilato. Questa serata è venuta fuori piano piano, senza troppa pubblicità, ma la risposta del pubblico è stata eccezionale. Pensa cosa potrebbe succedere con qualche step successivo e una promozione più mirata e importante.
-Ora nei tuoi pensieri c'è Bilal Akkawy...
-Praticamente da domani sono di nuovo al lavoro. Mercoledì farò i guanti con Orial Kolaj, il 10 febbraio parto per l'Australia perché voglio avere due settimane per arrivare bene al match del 24 senza soffrire le dieci ore di differenza.
-Che tipo di avversario troverai?
-E' un pugile che ha delle belle serie, combatte frontale e dovrebbe avere discreta potenza. Da vicino è pericoloso. Però ha dei punti deboli, è lento sulle gambe, dovrò essere veloce io a tagliargli gli angoli. Non ha avuto grandi avversari se si esclude Kerry Hope che è stato campione europeo dei medi (nel 2012, ndr) e che aveva battuto Proksa. Contro Akkawy (match del 30 ottobre 2016, ndr) ha perso per abbandono. Insomma credo che sarà un match difficile ma anche molto stimolante.
Andrea Bacci



