
( Delfine Persoon e Monica Gentili)
Non è cosa consueta, anzi, è proprio impossibile per gli appassionati italiani di pugilato vedere un sindaco faro lo speaker ad una manifestazione di boxe. Invece questo è accaduto a Moorslede, nelle vicinanze di Bruges (Belgio), dove sabato scorso la 32enne beniamina di casa, Delfine Persoon (40-1-0; 16 ko), da quattro anni campionessa iridata Wbc dei pesi leggeri, ha sconfitto ai punti la nostra 40enne fiumicinese Monica Gentili (6-8-0; 1 ko). Questo per dire che cosa rappresenti la bionda Delfine per lo sport nazionale e se il sindaco della cittadina, Ward Vergote, si è offerto di annunciare il susseguirsi dei round significa quanto grande fosse l’attesa per la prova dell’amatissima iridata. Praticamente tutto il paese, un migliaio di persone, si è radunato sotto al ring e alla fine degli otto round previsti, quando la giuria ha sancito un unanime verdetto di 80-72, 80-72 e 80-71 per la Persoon, certamente nessuno ha rimpianto il costo del biglietto. Monica Gentili, infatti, si è battuta come una vera leonessa e mai ha permesso che il match si “addormentasse”. Ha cercato di attaccare con la tipica guardia a “testuggine”, mani alte e gomiti sui fianchi, per arrivare vicino alla assai più alta e veloce rivale, la quale rapida di gambe e di braccia le ha fatto trovare dinanzi una fittissima ragnatela di jab difficile da superare, per poi a sua volta partire con veloci e precise combinazioni che non hanno scalfito il cuore dell’italiana, sempre presente a se stessa e senza tentennamenti. Certo, la classe e l’età, con tutto quanto consegue, erano chiaramente a vantaggio di Delfine Persoon, riconfermatasi atleta di vero talento, che ha in pratica vinto tutti i round, ma Monica è sempre rimasta “viva” nel match e anche quando è stata costretta a retrocedere alle corde, ha mantenuto il carattere e la lucidità per difendersi con estrema dignità. Non a caso, al suono dell’ultimo gong, gli spettatori hanno lungamente applaudito la loro campionessa, ma anche Monica Gentili che (non va sottovalutato), è giunta senza troppo problemi alla fine del combattimento al contrario di ben sedici rivali della belga, tra le quali anche nomi importanti del panorama internazionale.
La trasferta della nostra portacolori nelle Fiandre era pressoché proibitiva e accompagnata da molti timori. Diciamo che sconfitta doveva essere, ebbene Monica l’ha subita a testa alta e nel più ammirevole dei modi.



