
di Domenico Paris
È un Alessandro Goddi comunque propositivo e molto disponibile quello che incontriamo dopo il repentino kot inflittogli da Kamil Szeremeta per il vacante titolo europeo dei pesi medi.
Alessandro, una disattenzione ad inizio secondo round che si è rivelata fatale: che cosa è successo?
Stavo iniziando a carburare, non ero ancora riuscito ad entrare nel match come volevo. Purtroppo mi ha preso con un colpo d’incontro a freddo che mi ha trovato completamente scoperto. Mi si sono spente le luci.
Credi che il valore della posta in palio e il fatto di combattere in casa ti abbiano giocato qualche brutto scherzo a livello emozionale?
No, francamente non posso attribuire questa sconfitta a un fattore di questo tipo. Sono un pugile che ha già disputato incontri di valore internazionale e che si era battuto già prima di stasera per questa corona, dunque non è stato quello il problema. Semplicemente, sono inconvenienti che sul ring possono capitare e bisogna prenderne atto riconoscendo la bravura dell’avversario e provando a migliorarsi per non incapparci di nuovo
A mente fredda, hai condiviso la scelta del tuo angolo di fermarti dopo il secondo knock down?
I pugili, si sa, sono sempre molto orgogliosi, fa parte del nostro mestiere e del modo in cui viviamo il nostro sport. Sì, se avessi ascoltato soltanto me stesso, magari sarei anche andato avanti, ci avrei provato. Però, quando chi ti segue e veglia su di te, sulla tua sicurezza, ritiene ci siano gli estremi per interrompere una sfida di questa importanza, devi accettare la decisione senza “se” e senza “ma”. E pensare che quella che hai perso è solo una battaglia, non la guerra.
Quindi al di là della delusione, ti senti già pronto a riprendere in mano la tua carriera. E da dove pensi che ricomincerai?
Facile, dall’allenamento. Mi prenderò due o tre giorni di riposo e poi tornerò subito in palestra a lavorare e a sudare per avere presto nuove opportunità titolate.



