
Gennady Golovkin esce dal silenzio e mette a fuoco la situazione del suo prossimo avversario, Saul Canelo Alvarez, indagato per il test antidoping dove è risultato positivo al clenbuterolo.
La dichiarazione di GGG rilasciata al Los Angeles Times, è concisa ma molto profonda. In poche parole, il pluricampione dei medi punta il dito sulla professionalità dell'intero team di Alvarez, nessuno escluso:
-Fallire un test a questo livello vuol dire o che non vuole combattere o che "Canelo" ha problemi di professionalità nel suo team. Non è possibile che a livello alimentare si facciano certi errori, sapendo che quello che stai mangiando ha già creato problemi nel tuo Paese ad altri sportivi. Un atleta del livello di Alvarez non può incorrere in questo genere di errori. Quindi o parliamo di mancanza di competenza o di superficialità. Tutte cose che mettono in pericolo la rivincita. La Nevada State Athletic Commission dovrebbe intervenire con una squalifica o una penalità. Non ci sono vie di mezzo; non c'è bisogno di una commissione che giudichi un test positivo. Non esiste questa possibilità, a meno che non si voglia per forza favorire qualcuno-.
In effetti, la tesi di Golovin è improntata al senso pratico della situazione. Il pugile ha sbagliato e deve in qualche modo essere sanzionato. Non può usare la scusa di aver mangiare carne contaminata senza una verifica preventiva e poi aspettarsi di essere perdonato. Giusto, ma gli interessi in ballo sono enormi e alla fine si troverà il modo di fare equalmente il match del 5 di Maggio a Las Vegas.



