QUATTRO CHIACCHIERE CON EMILIANO MARSILI

di Andrea Bacci
Presentare Emiliano Marsili agli appassionati italiani è esercizio ormai inutile e anche ripetitivo. Il civitavecchiese, quarant'anni suonati, è uno dei più gloriosi pugili italiani dell'ultimo ventennio almeno, dei pesi leggeri è stato campione italiano, campione europeo, campione WBC Silver, addirittura campione mondiale per la non riconosciuta IBO, nell'ultimo incontro anche Intercontinentale WBA, il tutto senza mai lasciare, per necessità economica, il proprio lavoro presso il porto della cittadina laziale. Ancora imbattuto dopo trentacinque match disputati (trentaquattro vittorie e un pari), con lui abbiamo cercato di fare il punto della situazione per ciò che riguarda l'immediata attività agonistica futura.
-Emiliano, partiamo dal tuo ultimo match, quello con Perez. Quali sono state le difficoltà e le emozioni?
-Le emozioni sono state sempre le solite, perché ogni volta che si sale sul ring si avvertono gli stessi sentimenti. Stavolta però nasce la consepevolezza che continuare ad andare avanti è sempre più difficile, perché le borse sono sempre più scarse, spesso nemmeno ripagano i sacrifici che si fanno, e pure i titoli paiono ancora più lontani. Fare un titolo mondiale in Italia, poi, è ancora più difficile che farlo altrove.
-Qualche problema fisico in mezzo a tutto questo?
-Beh, i problemi ci sono, come ci sono le ammaccature e i dolori, ma c'è ancora tanta voglia di fare e, fino a che dura questa, i sacrifici si fanno più volentieri. Mi è rimasta solo una cosa da fare: un mondiale vero, poi smetto.
-Un anno fa eri in procinto di disputarne uno sul serio, in America, poi ci si mise in mezzo uno sfortunato infortunio. Adesso a che punto siamo?
-L'altra sera ero a cena insieme al ministro Lotti, anche lui si è detto disponibile a cercare una soluzione per eventualmente darmi una mano. Un titolo mondiale in Italia, in questo momento, sarebbe una cosa di grande prestigio, e non solo per me. Il massimo sarebbe un mondiale interim e poi, con quello in tasca, cercare il colpo grosso e sfidare Linares, o chi per lui.
-Nel frattempo Emiliano Marsili non vive di sogni ma continua ad allenarsi e a lavorare...
-Sì, e a ottobre al Festival del Cinema di Roma sarà presentato anche il documentario girato su di me, la mia vita e la mia carriera. E' una cosa bellissima che mi riempie d'orgoglio.
-E poi c'è anche il fatto che sei arrivato a quarant'anni imbattuto...
-Una cosa che rischierei volentieri per fare il mondiale. Ho tanti amici anche famosi che stanno cercando di darmi una mano.
-Ultima cosa: che pensi del rifiuto della Rai di trasmettere la boxe?
-Una decisione assolutamente vergognosa. Ci sarebbe quasi da pensare di non pagare il canone.
Andrea Bacci



