
di Carlo Tartaglia
La scorsa notte, presso l’Hard Rock Hotel and Casino di Las Vegas, James DeGale (24-2-1, 14 KO) è tornato campione IBF dei supermedi superando Caleb Truax (29-4-2, 18 KO) per decisione unanime (114-113 per due giudici, 117-110 per il terzo).
CRONACA DEL MATCH
Il match è iniziato con un DeGale decisamente più in palla e più convinto di come era stato nel primo confronto, perso a Londra lo scorso dicembre.
Il mancino inglese si è aggiudicato la prima ripresa facendo buon uso dei diretti e di tanto intanto spingendo indietro Truax. Dal secondo round in poi l’incontro si è fatto più brutto, con Truax che è riuscito ad avvicinarsi di più rimediando solo qualche clinch e un paio di testate probabilmente un po’ cercate dal suo avversario. Per la legge del contrappasso, la ripresa successiva ha visto DeGale incassare una testata ferendosi piuttosto seriamente sotto l’occhio destro.
Il quarto round ha fatto registrare più clinch che pugni, con lo sfidante inglese sempre in movimento ma poco attivo con le mani e il campione americano sempre in avanti ma quasi mai al bersaglio. Chunky DeGale si è aggiudicato le riprese centrali con pochi colpi precisi e tante scorrettezze, nessuno dei due pugili è mai riuscito comunque a dare continuità alla propria azione.
Nella seconda metà dell’incontro, lo sfidante britannico è sembrato prendere definitivamente il controllo di un match comunque disordinato, sporco, a tratti scorretto e sicuramente frustrante per il pubblico di Las Vegas. Nel corso del settimo round anche ‘Golden’ Truax ha rimediato un taglio e lo scontro si è fatto sempre più sanguinoso nonostante i pochi pugni messi a segno da ambo le parti.
Anche l’ufficiale di gara Robert Byrd, esperto e in genere piuttosto efficace, non è sembrato fare nulla per riportare ordine nel match se non sottrarre un punto a DeGale per l’uso irregolare della spalla nel decimo round. Le trattenute sono state troppe e l’arbitro non è sostanzialmente mai intervenuto per limitarle.
Le ultime due riprese hanno visto Truax, già rassegnato al ruolo di ex campione, buttarsi stancamente avanti senza idee mentre DeGale ha mostrato più energia e determinazione pur non riuscendo a brillare particolarmente nemmeno lui.
L’incontro si è chiuso ai punti con entrambi i pugili feriti e sanguinanti. La decisione unanime ha premiato l’uomo giusto perché il mancino inglese, in uno scontro davvero poco piacevole dal punto di vista estetico, ha saputo comunque mettere i colpi migliori e controllare ritmo ed avversario. Solo sporadicamente si è visto il vero DeGale e restano dubbi circa il suo futuro pugilistico. Per questa volta, missione compiuta.




