
La soddisfazione , l’orgoglio traboccano al Palazzo dello Sport di Roma. Tutti sono consapevoli che la data del 23 aprile 1965 rimarrà nella storia .L’arbitro messicano Berumen ha alzato da poco il braccio a Salvatore Burruni che è il nuovo campione del mondo dei pesi mosca. Sulla stampa troviamo un titolo che ricorre su più testate “ Burruni ottavo re di Roma”. Un tripudio. Negli spogliatoi il sindaco di Alghero è corso per primo a felicitarsi con il campione. Umberto Branchini intrattiene i giornalisti e spiega come il tailandese Pone Kingpetch campione Wba nel 1963 è arrivato in Italia dopo aver vinto e perduto in doppi duelli con elementi del rango di Fighting Harada e Hiroyuki Ebihara e come è stato dominato da “Tore “. Rino Tommasi fa un’apparizione fugace e riceve le congratulazione di tutti i presenti nel corridoio degli spogliatoi. E’ la sua serata. Ha vinto una battaglia organizzativa enorme rischiando una pesante sconfitta finanziaria e ottenendo, invece ,il record d’incasso dell’anno.
Le voci raccontano che avrebbe pagato a Kingpetch una borsa di diverse decine di milioni di lire. Ora il tailandese è veramente un uomo ricco. Possiede un albergo, una palestra privata, un ricchissimo conto in banca , tre fuoriserie e una quarta , un Alfa Romeo spider , l’ ha comprata nel suo soggiorno italiano . Ha subito però un’autentica lezione di pugilato dal pugile sardo.
Saranno le parole che il sindaco di Roma Amerigo Petrucci , il giorno dopo, ricevendo Burruni nella sala Oriazi e Curiazi di Roma usa consegnando a Tore una bronzea lupa capitolina con questa frase .- Al re che ha deliziato Roma con la sua arte .
Il realtà sul quadrato un solo personaggio aveva brillato e quello era Burruni. Il sardo partì immediatamente all’assalto di Kingpetch dopo poche decine di secondi del primo round . Al terzo assalto la tattica di “Tore “ appare chiara: attaccare, schivare, colpire e rientrare. Nel quarto round il destro di Burruni colpisce due volte e con efficacia. Alla quinta ripresa Pone finalmente si fa vivo con qualche destro, ma non fa male . Nell’intervallo Branchini chiede a Salvatore di “gestire “ l’incontro e di conservare “la benzina” per la parte finale del duello. Nella settima ripresa è Kingpetch a mettere a segno i colpi migliori ma nelle tre riprese successive è Burruni a dettare il ritmo. Alla fine dell’11° round Burruni stampa due destri sul viso del tailandese che accusa e il pubblico si scalda. Parte forte il sardo nella ripresa successiva. Il pubblico è in piedi e gli chiede il ko ,ma Branchini dall’angolo urla di non scambiare , di non esagerare. Nel tredicesimo turno l’orgoglio di Burruni è straripante e ,per accontentare Branchini ma anche il pubblico ,inizia a colpire velocemente Kingpetch da lontano. Un capolavoro tattico. Penultima ripresa gestita magnificamente mentre nella 15^ tornata ,Kingpetch , con la forza della disperazione tenta il tutto per tutto. Attacca come un forsennato pungendo con il sinistro e cercando di piazzare il destro per trovare il ko. Ma “Tore” è vigile, attento, da grande tempista limita i danni e dopo l’ultimo gong alza le mani al cielo..

Il 24 aprile fu un giorno, memorabile. La premiazione in Campidoglio, l’intervista della Rai, Gianni Minà che gli chiedeva cosa si aspettava ad Alghero :
-Ci sarà il mio fido compagno di palestra Mulas ad aspettarmi. Mia moglie Rosetta con Gianfranco poi Italo Genovese l’uomo che raccoglie tutti i ritagli di giornale che mi riguardano. Poi il mio secondo padre il maestro Novelli e tutti gli amici più intimi. Mamma invece la andrò a trovare questa sera. A lei dedico questa vittoria. Ha penato tanto nella sua vita che desidero dargli tanto conforto-
Prima di salire sull’aereo gli dicono che è arrivata una telefonata da Alghero : Ci saranno festeggiamenti" pazzeschi” , Tore risponde:- Speriamo che i miei concittadini mi facciano meno male di Kingpetch-
L’aereo atterra e dal finestrino “Tore “ intravede una folla incredibile . Burruni scende un paio di gradini della scaletta e gli arriva addosso una pioggia di fiori. La gente urla , spinge, rumoreggia in modo quasi minaccioso. La polizia si agita. Teme addirittura per la sicurezza del velivolo. Tore viene issato a forza a cavalcioni di un gigantesco militare che lo deposita dentro “la pantera” della polizia. Arrivano anche la moglie e il figlioletto Gianfranco. L’auto sgomma via e si ferma solo alla fine della pista . Una sosta,poi si parte verso il Municipio. Il “serpente” di macchine nei pochi chilometri che dividono l’aeroporto dalla “casa” del sindaco è ininterrotto. Una festa che mai Alghero aveva vissuto, comincia. Verso le venti il neo campione del mondo va a trovare la mamma.
La donnetta vestita di nero lo attende sulla porta. Lo guarda fiera e senza commozione apparente e gli regala un “Bravo Tore “. In quel preciso momento l’ex muratorino si rende conto dell’enormità della sua impresa.



