
(Omar e Julio Cesar Chavez insieme al sindaco di Durango)
Severissimo il giudizio di Julio Cesar Chavez riguardo alla prestazione del 26enne figlio Omar (36-1-5; 24 ko), sconfitto nettamente ai punti, una settimana fa a Durango (Messico), dal certamente non irresistibile argentino José Carlos Paz (21-7-1; 12 ko). Il giovane peso medio “figlio d’arte” è reduce da due consecutive sconfitte ed è chiaro che, quando ci si chiama Chávez, o si è grandi protagonisti o non nessuno perdona niente. Oneri e onori di un illustre cognome non sono poi tanto bilanciati. Anzi, nella maggiore parte dei casi i primi sono più rilevanti dei secondi.
In un’intervista televisiva a “Los Golpes”, papà Julio Cesar, di cui è nota la partecipazione sofferente con la quale accoglie le sconfitte dei figli, ha dichiarato che è arrivato il momento, per Omar e “Julito” di assumersi in pieno le responsabilità delle loro prestazioni. Da uomini e non più da ragazzini. In maniera ancora più diretta e inequivocabile, ha sostenuto che Omar, stando così le cose, sarebbe bene che abbandonasse il ring.
“L’ho visto come sempre lento-Ha tristemente sottolineato l’ex-campionissimo-La verità è che ha faticato a sostenere tutte le riprese, a portare più colpi e sinceramente non capisco cosa gli stia succedendo…Sembrerebbe qualcosa a livello psicologico. Io avrei piacere se non combattesse più, però questa decisione la deve prendere lui. Ormai è grande e non posso farlo io al posto suo!...”.
Insomma, anche i veri campioni (e non di rado con maggiore severità che non i “comuni” allenatori) sanno “vedere” le manchevolezze dei propri figli.



