Nella riunione organizzata dalla Pugilistica Tranvieri debutti vincenti per tre giovanissimi della palestra di Di Tullio: Gerardi (premiato come miglior pugile della Tranvieri), Taraj e Shapo.
Di Maurizio Roveri
Era una domenica di festa, a Marzabotto. La tradizionale “Festa dello Sport”, di fine maggio, al Parco Bottonelli. E’ stata una festa anche per il pugilato. La Tranvieri, storica società pugilistica bolognese con una storia importante alle spalle e uno spirito moderno, ancora una volta ha portato la boxe in questo paesone dalle antiche origini etrusche situato nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano, lungo la Statale 64 Porrettana.
Qui la Tranvieri ha organizzato una decorosissima Dilettantistica. All’aperto. In mezzo al verde del Parco. Piacevole location. Sette combattimenti intensi, vibranti, alcuni decisamente spettacolari. E nel pieno rispetto dei valori - educativi e formativi - della boxe. E’ proprio questo l’obiettivo che si pone la Pugilistica Tranvieri da quando, sei sette anni fa, ha cominciato a far conoscere “dal vivo” lo sport della Noble Art in questo territorio. Diffondere l’immagine di questa disciplina, è proprio la missione che la Società bolognese di via Saliceto sta con costanza portando avanti.
E anno dopo anno la cittadina di Marzabotto si rivela sempre più appassionata. Al punto che suggerirei alla Tranvieri in futuro - se le risorse economiche lo permetteranno - di organizzare qui una riunione di pugilato più di una volta all’anno.
E’ bello vedere seduti, non tanto distanti dal ring, diversi bambini. Con occhi pieni di curiosità, e di ammirazione per quei ragazzi che lassù - fra le sedici corde - si sfidavano con tecnica, con temperamento, con coraggio, con senso tattico. Chissà, forse quei bambini già si sono immaginati pugili quando saranno più grandi. Una palestra e il ring. Chissà…
E spero che i genitori di quei bimbi abbiano raccontati ai loro figlioletti, domenica pomeriggio, chi è - e soprattutto quale grande campione sia stato - quel signore che ad un certo punto hanno chiamato e presentato sul ring di Marzabotto. Per ricevere meritatissimi applausi. Luigi Minchillo. Pugliese di nascita (San Paolo di Civitate), pesarese d’adozione. Un guerriero fra i più valorosi e coraggiosi, nella lunga storia del pugilato italiano. Da Professionista ha combattuto 60 volte, fra il 1977 e il 1988. Undici anni di grande intensità, di vibranti e dure battaglie. Ha vinto 50 volte, ben 31 dei suoi successi sono stati ottenuti prima del limite. Soltanto 5 le sconfitte. Dopo avere detenuto per cinque volte il titolo italiano dei superwelter, Minchillo conquistò la corona di campione d’Europa l’1 luglio 1981 sconfiggendo Louis Acaries sul ring di Formia. E’ rimasto sul trono d’Europa respingendo gli assalti di Claude Martin (che Luigi demolì con un KO in Francia, a Rennes), di Maurice Hope (che impresa andare a vincere in Inghilterra, alla Wembley Arena!), di Jean-André Emmerich, di Marijan Benes (che era un terribile picchiatore, mani pesantissime, colpiva duro con ganci in serie, quella sera dell’82 Luigi fu più forte della sofferenza e sconfisse il coriaceo slavo a San Severo).
Luigi Minchillo è stato un fighter duro e orgoglioso, un campione di notevole resistenza fisica. Un uomo che sul ring e in palestra conosceva perfettamente il significato delle parole sacrificio, fatica, sofferenza, costanza, determinazione, convinzione, durezza mentale. Con queste risorse, e con enorme orgoglio, “il guerriero” pugliese-pesarese è stato capace di resistere 12 round a Roberto “manos de piedra” Duran (al Caesars Palace di Las Vegas il 26 settembre 1981) e addirittura 15 round contro Thomas “Hitman” Hearns, detto “The Motor City Cobra”. Sul ring della Joe Louis Arena di Detroit, l’11 febbraio 1984. In entrambe le occasioni, Minchillo perse ai punti. Onorevolmente. Molto onorevolmente. Uscendo dal ring testa alta. Contro Thomas Hearns c’era in palio il titolo mondiale superwelter WBC. Proprio nel combattimento contro il cobra di Detroit ci fu un momento nel quale Minchillo per un attimo ha immaginato il risultato clamoroso, quando su un suo attacco mise a disagio Hearns che gli voltò le spalle andandosene verso l’angolo. Mancavano due secondi al termine del round, il decimo round: per arbitro e giudici fu tutto normale, ritennero che Hearns si fosse girato per andare verso il suo angolo perché il round stava terminando. Forse è stato proprio così. Però… a distanza di trentaquattro anni Luigi è ancora perplesso riguardo della scena e quella situazione…
Luigi Minchillo si è successivamente battuto di nuovo per il titolo mondiale dei superwelter, stavolta per la corona della WBA, a Milano l’1 dicembre 1984, ma trovò sulla sua strada un altro “super”, lo straordinario Mike McCallum, che al momento di quel match era ancora imbattuto (22 match, 22 vittorie). Vinse il giamaicano per KOT. McCallum ha fatto una grande carriera, un campione che è stato considerato dalla International Boxing Hall of Fame uno dei più grandi pugili di tutti i tempi.

I TRE DEBUTTANTI DELLA TRANVIERI - Ma tornando alla “Festa dello Sport” al Parco Bottonelli di Marzabotto, è stato un pomeriggio di festa anche per la Pugilistica Tranvieri. C’è sempre felicità quando si vede un ragazzo debuttare e vincere. Immaginatevi la soddisfazione della società bolognese, del presidente Bagnari, del maestro Sergio Di Tullio e dei suoi collaboratori: la Tranvieri ne ha presentati tre di ragazzi che hanno messo piede sul ring la prima volta. E tutti sono usciti vincitori dalle sedici corde. Il 60 chili Valerio Gerardi( nella foto sopra con la coppa del Memorial Tarozzi ) il 64 chili Haredin tara e il 70 chili Sabit Shapo hanno tenuto il ring con buona sicurezza. Un confortante inizio. Particolarmente intenso e avvincente per il pubblico presente la battaglia di Gerardi con Andrea Matteucci, il pugile della Minchillo Pesaro. Dopo un knock down alla prima ripresa, il ventunenne del della Tranvieri ha reagito in maniera energica e positiva costringendo poi l’avversario a due atterramenti. Nella categoria di peso dei 64 chili il diciottenne Haredin Taraj ha avuto la meglio su Riccardo Nisidi della Bononia Boxe. Buon debutto anche per Sabit Shap, 19 anni, 70 chili che ha battuto Alessandro D’Aliesio.
Chiara Gregoris (palestra TPO Bologna) con il suo allenatore Giuni Ligabue
Dai debuttanti ai match femminili. Con le due vittorie della T.P.O. Bologna. Chiara Luisa Messina s’è guadagnata il verdetto contro tallita badili, della Boxe Molinella, in un incontro sul filo dell’equilibrio. Brava, molto brava tatticamente, Chiara Gregoris. Non era semplice, tutt’altro, questo match con Alice Ognibene, che aveva già 11 match all’attivo, nonché l’esperienza di due partecipazioni al torneo nazionale “A.Mura”. La Gregoris si presentava invece con tre soli match all’attivo. Però ha imposto, all’inizio, la propria personalità. E una apprezzabile impostazione tecnica. La pugilessa seguita dal tecnico Giuni Ligabue ha prodotto una diligente e attenta boxe di rimessa, mobile sul tronco e sulle gambe, precisa nei suoi uno-due d’incontro. Tattica giustissima contro un’avversaria più piccola di statura e con allungo decisamente inferiore. Alice Ognibene si è fatta assalire dalla frenesia attaccando in maniera un po’ scomposta per un round e mezzo, facendo così il gioco della concentratissima Gregoris. Nella seconda parte del secondo round la Ognibene è riuscita finalmente ad alzare il ritmo e a trovare un certa incisività, entrando nella guardia della pugilessa della TPO. In avvio della terza ripresa ancora il sinistro di Alice Ognibene va a segno. Chiara Gregoris supera un momento delicato e torna a prendere psicologicamente il controllo del match. E’ un round equilibrato. Le due ragazze combattono fino all’ultima goccia di energia e si guadagnano tutto l’applauso del pubblico. Il verdetto premia la boxe più precisa di Chiara Gregoris. Per la ragazza della TPO 4 match, 4 vittorie. Il record di Alice Ognibene dopo questo match: 5 vittorie, 3 sconfitte, 4 pari.
( La vittoria di Adriano Leoci ,Tranvieri , su Terrucidoro )
LEOCI BENE, SENIA UN PO’ MENO - Arriviamo ai due match principali. Grande battaglia fra Marsid Senia (Tranvieri) e Ghassen Jbalia (Padova Ring). Tre round a tutto ritmo, ritmi elevati, forte intensità. Il pugile della Padova Ring parte fortissimo, aggredisce con la sua fisicità e un notevole temperamento il ragazzo diciannovenne della Tranvieri. Il pressing continuo di Jbalia, con il suo fisicone, non è tanto gradito Marsid Senia. Il quale però non è il tipo che si faccia intimidire. E reagisce riuscendo a chiudere con un bel destro un primo round attribuibile forse a Ibalja. In avvio della seconda riposa, ancora furenti attacchi del pugile della Padova Ring. Con cariche a due mani. Senia non si scompone e risponde. Pugile tattico, lucido, intelligente, Marsid nova il momento per piazzare un rapido sinistro d’incontro che scuote l’avversario. Il quale, sulla successiva azione di Senia, subisce un conteggio in piedi da parte dell’arbitro Stupazzini. E’ un secondo round chiaramente per Marsid Senia. La durezza di un combattimento aspro e senza un attimo di sosta toglie sicuramente energie. Chi sarà più fresco nell’ultimo round? Il pugile della Padova Ring dimostra un temperamento impressionante. A volte i suoi assalti sono più che altro fumo, o meglio più fumo che arrosto. Tuttavia Jbalia è sempre lì che attacca. Non si ferma mai. Eccellente preparazione e grande resistenza. Marsid Senia sembra cominciare ad avere problemi di fiato, il raffreddore che si porta dietro da giorni non gli permette di respirare bene e con la bocca aperta gli scivola via per due volte il paradenti. L’arbitro gli infligge - per questo - un richiamo ufficiale. Marsid si innervosisce, continua a boxare con orgoglio accettando durissimi scambi, però si vede che non è il Marsid Senia concreto di altre volte. Il richiamo ufficiale penalizza il ragazzo della Tranvieri, costretto a conoscere la seconda sconfitta. Il suo record ora è di 9+, 2-, 2=. Un’altra battuta d’arresto, dopo quella ai campionati regionali senior. Tuttavia, il ragazzo vale. Ha bisogno soltanto di recuperare serenità. Per il ventunenne padovano Jbalia successo numero 9, contro 5 sconfitte.
Bene Adriano Leoci. Okay, Riccardo Terruccidoro non è apparso avversario pericoloso. Sicuramente abbordabile. Comunque, il 63 chili della Tranvieri ha vinto limpidamente e senza neanche forzare più di tanto. Totale controllo. Sta crescendo in maniera interessante, il ventenne Leoci. Lavora bene con il suo Maestro Di Tullio. Leoci porta con apprezzabile rapidità diretti e ganci al volto, però vorrei vederlo dare maggiore sostanza alla sua azione con un lavoro più massiccio al corpo. Il suo record parla di 23 match disputati, 13+, 8-, 2=.
Questa riunione era valida come prima prova di questo 2018 del “Memorial Antonio Tarozzi”, con il quale la Pugilistica Tranvieri vuole ricordare un suo importante allenatore. Il Presidente Bagnari ha consegnato la Coppa ad uno dei tre debuttanti, il 60 chili Valerio Gerardi.
Poi, alla fine, lì alla Festa, tavolata con crescentine, borlenghi e salumi. Per finire in bellezza.
RISULTATI
Junior, kg 64: Haredin Tarak (Tranvieri Bologna) batte Riccardo Nisidi (Bononia Boxe Bologna) ai punti.
Senior, kg 60: Valerio Gerardi (Tranvieri Bologna) batte Andrea Matteucci (Minchillo Pesaro) ai punti.
Senior, kg 70: Sabit Shapo (Tranvieri) batte Alessandro D’Aliesio (Boxing Medicina).
Femminile, Elite, kg 52: Luisa Chiara Messina (TPO Bologna) batte Talisa Badiali (Boxe Molinella) ai punti.
Femminile, Elite, kg 50: Chiara Gregoris (TPO Bologna) batte Alice Ognibene (Tranvieri) ai punti.
Senior, kg 75: Ghassen Jbalia (Padova Ring) batte Marsid Senia (Tranvieri) ai punti.
Elite, kg 63: Adriano Leoci (Tranvieri) batte Riccardo Terruccidoro (Boxing Club Castelfidardo) ai punti.
Hanno arbitrato e giudicato Scorzoni, Annichiarico, Giannerini e Stupazzini.



