
Lo scozzese prevale nella seconda parte del match
Vittoria giusta del superleggero scozzese Josh Taylor sul ring di Glasgow ai danni dell'ucraino Viktor Postol, danni fatti soprattutto da punteggi che non esitiamo a definire vergognosi anche perché evidenziano il fatto che Postol su quel ring e con quei giudici, che si chiamano Fernando Barbosa, Victor Loughlin ed Eddie Pappoe, non avrebbe mai e poi mai potuto vincere se non prima del limite, E' vero, molti round sono stati equilibratissimi ma informateci se hanno stabilito una regola scritta che dica che tutti i round equilibrati vadano assegnati al pugile di casa!
A nostro giudizio il risultato di Glasgow è stato determinato dalla differenza di età e freschezza più che da altri fattori. Postol ha 34 anni e 31 incontri sostenuti da professionista, Taylor ha 27 anni e 13 incontri a torso nudo. Postol è stato sul ring contro pugili come Henry Lundy, Selcuk Aydin, Lucas Matthysse e Terence Crawford. Non che la differenza sia così enorme ma il peso dell'età si è certamente fatto sentire e non è un caso che l'ucraino sia andato a terra anche questa volta come gli era già successo più volte recentemente.
Il match era molto interessante, metteva di fronte un mancino come Taylor a un guardia normale come Postol e due uomini che sanno fare un ottimo pugilato la cui prima arma è il jab, ovviamente sinistro per Postol e destro per Taylor. Se c'era una differenza che balzava agli occhi dalla lettura dei record e dalla cooscenzadei due pugili era quella in potenza, tutta favorevole a Taylor così come è sempre stato evidente che avesse un po' più pepe nei pugni Postol avrebbe fatto qualcosa di più e di meglio in carriera. La differenza di età e freschezza salta ai nostri occhi anche per il fatto che, tolti i giudici, Postol si è aggiudicato la prima parte di questo match e Taylor, più nettamente, la seconda.
Ripetiamo, molti round sono stati equilibrati, ma quelli vinti nella prima parte del match da Postol, sono stati appunto vinti per un uso eccellente del jab, l'imposizione della lunga distanza a lui più congeniale, il maggior numero e la maggior varietà di combinazioni e il miglior lavoro al corpo. Quelli vinti dallo scozzese sono stati quelli in cui Taylor ha alzato il ritmo e accorciato la distanza costringendo il rivale ad arretrare verso le corde.
Nella seconda parte del match la marea ha cambiato direzione, Taylor è stato più aggressivo ed efficace, Postol ha avuto ottimi momenti ma si è lentamente affievoolito. Al 10° round un gancio sinistro largo al volto di Postol ha depositato l'ucraino a sedere sul ring e da quel momento il match è andato decisamente dalla parte dell'idolo locale. I due avevano entrambi una ferita dovuta a scontri di teste ai sopraccigli destri, più precoce quella di Postol ma entrambe ininfluenti.
I tre giudici hanno regalato a Taylor i punteggi di 118-110, 117-110 e 119-108. Per noi Taylor ha vinto per 115-112, non un punto di più. Il match era una eliminatoria della sigla WBC e al di là di questo ha spinto Postol verso l'uscita dal pugilato che conta veramente, pugilato che accoglie a braccia aperte il ragazzo scozzese.



