
Ieri sera alla Hala Pendik di Novi Pazar, in Serbia, il 23enne welter ceccanese Federico Cerelli (7-3-0), è stato sconfitto ai punti per il vacante titolo Intern.le Youth Ibf, dal 25enne imbattuto Marcel Hassler (8-0-0; 5 ko), il quale è nato sul posto, ma da anni vive in Germania.
Il verdetto, commentato dal manager Marcello Paciucci sulla propria pagina Facebook, non è stato “digerito” per nulla dal team italiano e l’indice puntato sui giudici non lascia dubbi in merito. Cerelli, infatti, avrebbe subito nel corso del combattimento un conteggio da addebitarsi ad una spinta di Hassler, in quel momento in difficoltà, per cui gli sono stati sottratti due punti in tale round.
Al verdetto, un giudice ha ritenuto il pugile italiano vincitore per due punti, mentre un altro giudice, ha visto prevalere Hassler di tre, per cui in dieci riprese emerge una differenza di ben cinque punti sui due cartellini, quasi avessero visto incontri differenti...
Nulla di nuovo, sotto il sole! Il problema dei verdetti è spesso fonte di preoccupazione da parte degli addetti ai lavori e di allontanamento dal pugilato da parte degli appassionati. Soprattutto nelle manifestazioni più “periferiche”, ove l’attenzione e i controlli sono più “allentati”.
E non è questione di malinteso “patriottismo”, dal momento che anche l’Italia si è fatta purtroppo egualmente notare in negativo per episodi simili. Il fatto vero é che bisognerebbe porre urgente rimedio al reclutamento e alla formazione di arbitri e giudici, al di là dei Paesi, delle sigle, dei settori dilettantistico o professionistico, maschile o femminile. Le fatiche, i sacrifici e persino il futuro di un atleta non possono essere "affondati" da arbitri e giudici talvolta non all'altezza del grave compito loro riservato. Ma il problema è vecchio come Noé e da decenni se ne parla invano…
Ritornando “a bomba” al match Cerelli-Hassler, non è accaduto comunque niente di irrimediabile per il pugile di Paciucci, sapientemente allenato da Nando Barrale. L’età e la passione gli riservano ancora tante occasioni, anche se le ingiustizie bruciano; eccome!



