
Christian Daghio era un atleta ormai 49enne, un "cuor di leone" nativo di Carpi (Modena). Si era stabilito da oltre vent'anni a Pattaya, la famosa località turistica tailandese, dove aveva fondato il Kombat Group, una palestra pugilistica e di altri sport da combattimento. Aveva cominciato a cimentarsi come pugile professionista tra i mediomassimi nel 2015 (dopo una lunga e prestigiosa carriera nella Muay Thai e nelle MMA) e aveva sostenuto, nonostante avesse debuttato quando normalmente i coetanei si sono ritirati da un pezzo, dieci incontri con altrettante vittorie per ko, naturalmente con avversari adeguati.
Lo scorso venerdì 26 Ottobre si é però battuto sull’arco delle dodici riprese, benché non ne avesse mai sostenute più di tre, contro il 37enne, modesto Don Parueang (6-4-0; 3 sconfitte per ko) per uno dei soliti fantasiosi titoli senza valore. Forse un passo troppo lungo e azzardato...
All’ultimo round, é finito ko ed é stato trasportato urgentemente all’ospedale perché le sue condizioni sono apparse immediatamente gravissime.
Inutile aggiungere ulteriori parole. Il povero, sfortunato e appassionatissimo Christian Daghio non ce l’ha fatta.
Partecipiamo con sentito cordoglio al dolore della sua famiglia e di tutti coloro che gli vollero bene, ma con un monito tanto banale quanto spesso inutilmente ripetuto: il pugilato é uno sport bellissimo, ma non ammette sottovalutazione dei rischi.
Ciao, Christian! Riposa in pace.
La Redazione di Boxeringweb



