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Uno splendido Hooker batte Saucedo per K.O.T



Bel match a Oklahoma City

 

Giusto ammettere che ci siamo sbagliati, non c'è stato nessun cambio della guardia a Oklahoma City dove Maurice Hooker ha conservato il titolo di sigla WBO dei pesi superleggeri battendo per K.O.T. al 7° round il messicano Alex Saucedo che ha eletto proprio Oklahoma City a sua residenza. Grande delusione per quasi una intera arena che sosteneva il concittadino venuto da lontano ma il risultato ha le sue precise ragioni ed esalta le qualità di un pugile misconosciuto come Hooker che ha anche dovuto risollevarsi da un atterramento per fare suo questo match. Fin dall'inizio si è notato il jab di Hooker, un jab incredibilmente lungo tanto da pareggiare in centimetri, si dice, quello di un peso massimo come era Wladimir Klitschko che su quel "palo del telegrafo" ha costruito buona parte della sua grande carriera. Naturalmente al limite dei superleggeri si viaggia assai più veloce ma il match diventava subito intrigante: da un lato la lunghissima leva di Hooker, il suo gioco di gambe, la rapidità del destro d'incontro, dall'altra l'aggressività e il pugno di Saucedo. Pugno che stava per dare un indirizzo diverso al match al 2° round quando il gancio destro del messicano ha centrato la testa di Hooker mettendolo a sedere per la prima volta in carriera. Lo statunitense si è rialzato non scosso ma certo un po' rallentato e reso più guardingo da quanto accaduto e saggiamente si è difeso con lucidità dal prevedibile assalto di Saucedo per poi provare la reazione negli ultimi secondi.  Dalla metà del round seguente il match è tornato nelle mani del pugile texano che era più abile, più veloce di braccia e con un jab spesso doppiato a comandare lui la distanza. Qualcosa cambiava apparentemente nel 6° round quando Saucedo si produceva in un forcing e Hooker rimaneva alle corde per quasi tutto il round tranne una veloce sortita negli ultimi 10 secondi. Eppure era proprio in questa fase a favore di Saucedo che si poteva capire che Hooker avrebbe vinto questo match. La maggioranza dei colpi del messicano erano infatti accompagnati dal rivale che spesso se li faceva scivolare addosso oppure li bloccava. Niente più jab quindi ma esibizione di arte difensiva. Dall'altra parte un modo di attaccare sempre uguale, senza dare mai angoli diversi, senza insistere a sufficienza sul lavoro al corpo. Nel 7° round Hooker riprendeva a muoversi e a lasciare andare le mani e per Saucedo scendeva la notte. Travolto sulla lunga e media distanza, incapace di avvicinarsi, Saucedo parava con la faccia troppi colpi d'incontro per poter resistere e difatti andava al tappeto per somma di colpi. Si rialzava e forse si poteva già dire basta lì ma l'arbitro gli concedeva pochi altri secondi dove appariva chiaro che Saucedo non aveva più difese e finalmente l'arbitro poneva fine all'incontro.  Davanti agli occhi di Erroll Spence Jr, di Terence Crawford e di Jose Carlos Ramirez, Maurice Hooker (25-0, 17 K.O.) compie un balzo in avanti notevole dimostrando che l'impresa di Manchester contro Terry Flanagan era tutt'altro che un caso.  Dall'altro lato Saucedo (28-1, 18 K.O.) avrà capito che c'è ancora molto da imparare e che la difesa ha una importanza enorme. Al suo angolo Abel Sanchez a cui il 2018 non sembra dire affatto bene.

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