
Il giovane messicano Munguia
Netta la vittoria del messicano a Houston
Netta di vittoria per il 22enne messicano Jaime Munguia sul rig di Houston e titolo di sigla WBO dei pesi superwelter conservato ai danni del giapponese Takeshi Inoue. Del resto il pronostico non dava molte chance all'imbattuto giapponese che, per quanto possa sembrare assurdo, a 29 anni ha meno esperienza di un Munguia che a 16 anni era già professionista, cosa tutt'altro che rara, anzi piuttosto abituale, in Messico. Detto questo Munguia, che è considerato una stella nascente del pugilato messicano, non è secondo noi ancora all'altezza dei veri grandi eventi ai quali prima o poi è atteso. La giuria con due 120-108 e un 119-109 ha un po' maltrattato il giapponese, noi avevamo un 117-111 che meglio fotografa un incontro in cui Inoue non ha certamente fatto la comparsa.
Se volessimo semplificare al massimo potremmo dire che Munguia ha avuto la meglio sulla lunga e media distanza e Inoue sulla corta. Il fatto è che Munguia, assai più alto e con un allungo molto superiore, avrebbe dovuto concedere la corta distanza assai meno spesso di quanto sia accaduto. Naturalmente Inoue doveva accorciare per poter sparare le sue bordate e quando vi è riuscito Munguia ha preso troppi ganci destri dall'arrembante nipponico, cosa che sottolinea come il giovane messicano debba migliorare in difesa, anche in astuzia difensiva, e usare il jab ancora di più di quanto non faccia già. Così un rude scazzottatore come questo giapponese rischia di trovare le sue chance anche troppo spesso. Inoue, come tutti i figli della sua terra, è un combattente indomito e ha mostrato doti di grande incassatore. se c'è una cosa che Munguia ha fatto giudiziosamente per tutte le 12 riprese è stato dedicarsi a un lungo lavoro al corpo. Inoue non se ne è dato molto per inteso anche se certamente quel tipo di lavoro gli ha tolto brillantezza sulle gambe. Ha continuato ad avanzare anche a occhi chiusi incurante dei colpi che gli piovevano addosso.
Munguia sembra incapace di legare e tenere, cosa che anche i grandi possano trovarsi costretti a fare, e la cosa potrebbe costargli cara contro avversari migliori se non si mette a posto in fretta. Il match è stato molto intenso, con riprese particolarmente combattute come per esempio la sesta. Non vederne neppure una per il giapponese non è un atto di scortesia (in Texas cosa volete pretendere...) ma semplicemente un giudizio partigiano. Detto questa verdetto giusto e Munguia atteso a una crescita che, viste certe difficoltà a fare il peso, potrebbe avvenire nella difficile categoria superiore.



