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E' rientrato il 42enne Joshua Clottey, il ghanese che dava del "tu" ai grandissimi!

ClotteyPacquiao

(Clottey nel 2010, quando ancora dava del "tu" ai grandi come Manny Pacquiao)

Molti appassionati probabilmente ricorderanno l'ex campione del mondo dei welter Ibf 2008 (vittoria su Zab Judah), il 42enne ghanese di Accra da anni residente negli Usa Joshua Clottey (40-5-0; 22 ko), più volte cimentatosi anche per le cinture iridate e internazionali "minori" tra i superwelter. E' stato sicuramente uno dei migliori talenti africani nel primo decennio del nuovo secolo, dopo avere debuttato a torso nudo nel remoto 1995 nel proprio Paese, quand'era ancora un ragazzino. 

Nel suo record, maturato sui ring africani, britannici e soprattutto statunitensi, compaiono i nomi di indimenticabili campioni di un passato più o meno recente. Fa quasi impressione elencarli, perché in effetti soltanto un pugile di qualità non comuni poteva affrontarli tutti ed uscirne "incolume". Elencare Gutierrez, Baldomir, Margarito, Corrales, Alvarez, Judah, Cotto, Pacquiao, Cruz, Mundine e altri ancora se ne potrebbero aggiungere, fa impressione. Eppure, mai uno di tali "mostri" ha potuto vantarsi di avere battuto Clottey prima del limite. E' pur vero che contro i migliori ha (quasi) sempre perso, ma salire sul ring per vent'anni e cedere solo in cinque circostanze contro avversari simili significa che se pure non si é un grande campione, certamente si é comunque un campione.

Ebbene, dopo oltre tre anni di assenza, Joshua Clottey non ha resistito al tremendo richiamo delle sedici corde, al pari di molti altri pugili di ogni livello, dal più modesto al super. Un richiamo che quasi mai porta bene perché, impossibile negarlo, ad una certa età non si é più purtroppo come negli anni belli della piena giovinezza. Tutto può essere rimasto intatto: passione, disciplina, sopportazione al dolore e al sacrificio, saldezza morale. Tutto, ma non l'anagrafe e il conto prima o poi lo si paga. La storia antica e recente del pugilato lo dice. 

Comunque, ne siamo felici per lui, il ritorno di Clottey è stato positivo, perchè nella capitale del Ghana, dove egli é nato, ha battuto per kot al 6° round  il 26enne tanzaniano Mfaume Mfaume (14-6-2; 6 ko), a livello di pesi medi, un fragile avversario giustamente scelto per "riaprire" una carriera che era stata ritenuta chiusa ormai da un pezzo. Il pubblico ha applaudito il proprio vecchio beniamino e Joshua ha alzato le braccia una volta ancora emozionato forse come la prima volta che lo fece quasi trent'anni fa, quand'era praticamente un bambino dalla scolorita canottiera troppo larga, le scarpe consumate e gli occhi pieni di sogni.

Dopo il successo, Clottey ha detto che aspira a conquistare una cintura iridata tra i superwelter. Probabilmente é stato l'entusiasmo del momento a dettare le sue parole o il desiderio di sentirsi di nuovo sulle spalle il calore dei tifosi e le loro speranze. L'impresa, per mille ragioni, appare oltre i limiti del possibile, ma per tutto quanto ha fatto, per il rispetto che si deve ad un pugile come lui, da semplici appassionati di boxe ci acconteteremmo che questa sua "seconda vita" su ring gli donasse ancora qualche soddisfazione e soprattutto non gli facesse male. 

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