
Incontro sulla carta facile
Per quella che sarà quasi sicuramente la sua ultima comparsa fra i 154 libbre il superwelter messicano Jaime Munguia( foto a sx ) si concede una rimpatriata e un incontro sulla carta non troppo pericoloso in difesa del suo titolo di sigla WBO. L'arena scelta è quella della Monterrey messicana per questo ragazzo di soli 22 anni, nato nella concitata città di confine con gli Stati Uniti che ha dato al pugilato diversi campioni, basti ricordare Erik Morales: Tijuana.
Munguia è un bene prezioso da conservare e possibilmente migliorare. E' un pugile alto 1,83 che ha molto talento e ottima tecnica ma che deve migliorare in difesa e in continuità d'azione. Il titolo lo ha conquistato meno di un anno fa battendo Sadam Ali ma lo ha già difeso due volte, contro Brandon Cook e contro Takeshi Inoue, non esattamente la crema della categoria. Però con il fisico che ha Munguia fa molta fatica a rientrare nei limiti di peso ed ecco che si prospetta un passaggio fra i medi che non sarà comunque molto semplice.
Neppure l'avversario che si troverà di fronte a Monterrey appartiene alla crema della categoria dei superwelter. Si tratta del 34enne irlandese Dennis Hogan, residente in Australia. Per darvi una idea sottolineiamo che Hogan è sì il primo sfidante di Munguia per la WBO ma nessuna delle altre mefitiche sigle principali lo considera fra i primi 15 delle loro classifiche. Per contro Munguia si trova al nr 6 della classifica del Transnational Boxing Rankings.
Hogan è, come tutti i pugili irlandesi, un combattente ma la sua boxe non è sostenuta da un pugno adeguato. Munguia farà bene a non sottovalutarlo naturalmente ma è un dato di fatto che Hogan abbia perduto con Jack Culcay, l'unico avversario di un certo livello incontrato finora. Aggiungiamo che la sproporzione fisica sarà evidente e capirete quanto la possibilità di una sorpresa sia remota. Al ring l'ultima parola però, come sempre.
La riunione è trasmessa in diretta alle 3 del mattino della nostra domenica da DAZN



