
Una split decision che non ci fa onore
Da bordo ring
Maxim Prodan batte, almeno secondo due giudici, Tony Dixon, e conserva la cintura international della sigla IBF con una split decision che farà polemiche e che non innalzerà la credibilità del pugilato italiano, perchè Prodan è, si può dire, uno di noi pur essendo nato in Ucraina e vestendo i colori moldavi. Sinceramente dispiace per Tony Dixon che un fenomeno non è, che soprattutto è privo di potenza ma se pensiamo che un match di boxe debba vincerlo chi va sempre, o quasi, avanti, siamo fuori strada. Prodan di fronte a pugili incontristi come Dixon soffre perché pratica un solo tipo di pugilato attaccando frontalmente, non usando il jab e sparando grandi ganci. Dixon ha un ottimo jab e Prodan lo ha preso tutta la sera. In alcune riprese, pensiamo alla sesta e alla nona, per esempio, la sua pressione ha avuto momenti efficaci, ma il lavoro svolto al corpo per rallentare il gallese è iniziato troppo tardi e non ha portato grandi frutti. Dixon troppo spesso lo ha preso sul tempo e fortuna vuole che, come detto, non abbia pugno. Un giudice aveva 96-94 per Dixon, gli altri due, purtroppo proprio gli italiani, 97-93. Noi avevamo, a essere molto buoni, 96-94 per Dixon. Ma proprio molto buoni.



