
Sergey Demchenko
di Gualtiero Becchetti
Stasera presso il palasport di St. Nazaire, la cittadina francese affacciata sull'Atlantico nei pressi di Nantes ricca di antiche tradizioni pugilistiche, ennesima manifestazione di rilievo della boxe transalpina, la quale sta vivendo una stagione di felice e incessante riscossa. Due titoli continentali in palio: quello "vero" dei peso gallo, con la difesa della cintura da parte del 28enne mancino di Angers, Georges Ory (11-2-1; 1 ko), contro il temibilissimo challenger connazionale, il 32enne Karim Guerfi (28--4-0; 8 ko), già detentore del titolo continentale e di molte altre cinture di livello internazionale in dodici anni di professionismo; poi, quello "minore"dell'Unione Europea dei mediomassimi, ma che di certo interessa maggiormente gli appassionati italiani, con il 40enne ucraino di Roma Sergey Demchenko (22-14-1; 15 ko) che cercherà di respingere l'attacco dello sfidante 28enne Pierre Hubert Dibombe (18-0-1; 9 ko), il quale godrà del vantaggio di un tifo infernale, essendo un vero e proprio beniamino del pubblico di casa.

Partendo proprio da quest'ultimo match, é doveroso premettere che dodici anni di vantaggio non sono pochi a favore del francese, così come non sono pochi i dieci centimetri in altezza a favore di Demchenko(foto a sx), però inutile negare che é il primo fattore quello che preoccupa maggiormente i tanti appassionati italiani che hanno avuto modo di apprezzare Sergey sia come pugile che come persona. Dibombe é un atleta brevilineo per la categoria, in possesso di rilevante muscolatura e che combatte in maniera semplice e ortodossa. Usa il jab sinistro per avanzare e accorciare le distanze e quando vi riesce porta ganci e montanti in serie con particolare predilezione al corpo. Non ha il tritolo nei guantoni, ma è soprattutto un demolitore che sfianca l'avversario con il lavoro ai fianchi e ritmi abbastanza alti e continui. A ciò sono dovute la maggior parte delle sue vittorie prima del limite. Se Demchenko, negli ultimi anni abituato a battersi in tutta Europa dovunque ci siano buone borse e sempre con estrema dignità, sarà quello dei giorni migliori verrebbe da dire che il successo é di certo alla sua portata. Di avversari come il transalpino, nel corso di 15 anni di carriera, ne ha incontrati molti battendone diversi, perdendo in altre circostanze e subendo verdetti assai discutibili in altre ancora. Con i propri lunghi e pesanti colpi, la solidità e una tecnica semplice ma efficace che non gli difetta, potrebbe prevalere su Dibombe che, tutto sommato, non riserva quasi mai sorprese nell'impostazione dei match. Sergey é un pugile serio e sempre allenato e lo sarà certamente anche questa volta, ma l'unico e irrisolvibile dilemma riguarda appunto quei quarant'anni che talvolta aggrediscono gli atleti a tradimento, tutto in un colpo e all'improvviso, senza evidenti segnali di preavviso. E' ovvio che é nell'auspicio dei suoi fedeli sostenitori che ciò non gli accada a St.Nazaire, perché, anche se i pronostici pendono dalla parte del padrone di casa, Sergey Demchenko potrebbe regalare a sé e alla boxe nostrana ancora una notte da incorniciare.

Riguardo al match-clou tra Ory e Guerfi, scorrendo il curriculum dei protagonisti emerge chiaramente quanto sia difficile il compito del campione d'Europa, il locale Ory, di respingere l'attacco di uno sfidante con vasta esperienza come professionista e dopo una lunga e prestigiosa carriera dilettantistica, ripetutamente detentore della medesima cintura in palio dei pesi gallo e abituato ad alti livelli internazionali su tanti ring del mondo. Georges Ory é un buon pugile, diventato campione nel 2018 con una "tirata" vittoria ai punti sul britannico Josh Wale quando la cintura era vacante e difendendola abbastanza facilmente nello scorso marzo con lo spagnolo delle Canarie Aramis Torres. E' un veloce e tenace guardia destra, con buona tecnica e pugni però assai leggeri, esibitosi quasi esclusivamente a casa propria dove ha raccolto successi contro avversari di livello piuttosto modesto. Stavolta si troverà davanti per la prima volta un pugile con un record pieno di nomi importanti, che ha vinto tanto e perso poco superando tutte le tempeste che il pugilato propone, a dimostrazione di un carattere solido e determinato. Karim Guerfi non é un fenomeno, a scanso di equivoci, ma è certamente un atleta di rango e con un repertorio pressoché completo. Il vantaggio di cimentarsi in casa aiuterà il detentore Georges Ory? Certo, ma altrettanto certo é che sabato sera dovrà compiere un'impresa per conservare la cintura, perché a Guerfi il "tifo" contrario del pubblico no fa neppure il"solletico". Insomma, si prospetta la classica sfida in cui il giovane detentore dovrà manifestare in pieno le proprie potenzialità per avere la meglio e il vecchio (...ma non troppo!) sfidante che vorrà dimostare che ancora numerosissime sono le frecce nel proprio arco. Vediamo Karim Guerfi favorito. A Ory il non semplice compito di smentire quelle che sono e rimangono per adesso solo chiacchiere della vigilia. Un'altra notizia interessante per gli appassionati italiani riguarda infine il 31enne medio di Ceccano Antonio Di Mario (6-5-3; 3 ko), il quale in uno dei match di apertura affronterà il 21enne francese di Marsiglia, Bruno Surace (13-0-2; 1 ko), imbattuto nei suoi primi tre anni di professionismo. Non accreditato di molta potenza, il ragazzo di origini italiane rappresenterà comunque un non facile test per il generoso Di Mario, che vanta pareggi con i campioni nazionali della categoria Mirko Geografo ed El Harraz nel 2017.



