Non c'è nessuna sorpresa nel fatto che Leo Santa Cruz abbia battuto ai punti il connazionale messicano Miguel Flores sul ring dell'MGM Grand di Las Vegas. Era nei pronostici e così il 31enne fuoriclasse messicano mette in bacheca anche una cintura di sigla WBA dei superpiuma. Santa Cruz è un pugile che è una delizia per i palati fini. Bisogna amare un certo tipo di boxe, apprezzare il tempismo, il numero di colpi, chi sa boxare indifferentemente sul piede dietro come su quello avanti. Tutto ciò si chiama classe e nemmeno tutti i giudici sono in grado di comprenderlo, tipo quello che ha visto Santa Cruz vincere solo per 115 a 112 il che è davvero ridicolo. Non vogliamo con questo dire che Santa Cruz non abbia dovuto battersi sul serio per ottenere questo risultato perché Flores ha messo in campo tutto ciò di cui disponeva, velocità, intraprendenza, persino qualche scorrettezza. Ma quando hai davanti uno che arriva una frazione di secondo prima di te, che non si ferma mai e che forse non picchia così duro ma sa dove mettere ogni colpo che porta deve essere scoraggiante.
Santa Cruz sa quando lavorare al corpo, quando forzare, quando lasciare l'iniziativa all'avversario. Certo non è spettacolare ma questa è boxe vera, da noble art. Flores ha avuto i suoi momenti ma neppure lui è uno dal pugno duro, che tanto gli sarebbe servito in questa occasione. All'8° round è stato richiamato ufficialmente, con perdita di un punto, per tenute poi al 10° ha involontariamente e malamente ferito alla palpebra sinistra l'avversario con una testata involontaria. un brutto taglio tenuto benissimo a bada da un ottimo cutman. Punteggi di 115-112 e 117-110 due volte per Santa Cruz. Noi avevamo 118-109.