
Giuseppe Signori, Roberto Fazi, Teo Betti, Mario Sanvito, Maurizio Mosca, Remo Roveri, Mario Minini, Franco Melli, Mario Gherarducci, Emilio Duranti, Sergio Roscani, Nando Pensa, Alfredo Pigna, Mario Bruno, Gianni Pignata, Sergio Sricchia…
Questi nomi, ricordati alla rinfusa e che molti forse oggi non conoscono, appartengono a grandi giornalisti sportivi di ieri e dell’altro ieri (ma la lista sarebbe ancora lunga…), accumunati da un particolare: tutti amavano profondamente la boxe e ciascuno di essi era “specialista” in materia.
Ciò significa che negli anni 50/60/70 le testate per le quali lavoravano ritenevano talmente importante il pugilato da affidare alle migliori “penne” dell’epoca ampi spazi e regolari appuntamenti con i lettori, come oggi neppure si può immaginare. Alla radio e alla televisione intanto prestavano la loro voce Paolo Valenti, Paolo Rosi e Mario Guerrini, egualmente esperti di nobile arte.
Poi tutto è cambiato.
La boxe italiana è progressivamente decaduta e un po’ per volta i direttori dei giornali l’hanno relegata in colonne sempre più “periferiche”, sino a trasformarla in una disciplina degna appena di qualche “breve” in un angolo delle ultime pagine. A questo punto sono diventati superflui i giornalisti autorevoli e competenti, dirottati verso sport che godono di un maggior numero di lettori, lasciando molto spesso il pugilato nelle mani di improvvisati cronisti che trasudano incompetenza ad ogni riga per il semplice motivo che a scriverne venfa spesso incaricato chi in quel momento non ha altro da fare o l'ultimo ragazzino che ha fatto "capolino" in redazione.
Insomma, un disastro.
In verità, seppure ormai rari, giornalisti che di boxe ne “masticano” ce ne sarebbero ancora, ma la loro professionalità é “mutilata” proprio dall’immeritato disinteresse dei media nei confronti delle vicende del ring. Dario Torromeo, Riccardo Signori, Adriano Cisternino, Riccardo Crivelli, Fausto Narducci, Franco Esposito, Maurizio Roveri, Riccardo Romani, Gianfranco Troina sono personaggi che tanto hanno dato e ancora potrebbero dare alla buona causa della boxe e ve ne sono altri sparsi per la penisola, professionisti e no, ma é inutile essere buoni marinai se non viene messa a disposizione la barca…
Poi, é chiaro che ogni lettore e telespettatore abbia avuto e tuttora abbia le proprie preferenze, preferendo alcuni rispetto ad altri, ma è incontestabile che la diversità di opinioni viene sollecitata quando ne vale la pena e cioè solo in presenza di personaggi autorevoli e informati. Altrimenti è meglio chiudere gli occhi o tapparsi le orecchie perché è fatica sprecata. Di recente hanno preso notevole slancio i numerosissimi siti internet sparsi in ogni angolo del mondo ed è prevedibile che di pari passo con i progressi della telematica acquisiranno sempre maggiore importanza.
In Italia, nel 2005 è nato questo Boxeringweb, fondato da Flavio Dell’Amore e da un gruppo di amici che a titolo completamente gratuito e disinteressato offre un servizio assiduo al popolo della boxe nostrano e non solo; con notizie proprie o riprese da fonti straniere diffonde quell’informazione ormai trascurata e snobbata dalle più prestigiose testate cartacee e davvero lusinghiero è che importanti firme facciano spesso bella mostra di sé su Boxeringweb, a testimonianza che la passione esiste ancora…
Ad ulteriore prova di ciò e dello spazio conquistato dalla testata, oltre al gran numero di lettori, di articoli (circa 238.000 ogni anno!), d’interventi di addetti ai lavori, di richieste di sostegno avanzate dall’ambiente professionistico e dilettantistico, anche le palesi “scopiazzature” che compaiono qua e là sui giornali ben più grandi e importanti di Boxeringweb, i quali evidentemente lo consultano, fanno propria la notizia, un veloce copia-incolla e non se parla più, senza citare né la fonte né l’autore. Talvolta è persino accaduto che siano state prese per buone notizie sbagliate (…capita) e il giorno dopo siano state pubblicate, senza che chi di dovere si sia accorto come, con la rapidità tipica del web, su Boxreingweb fossero già state corrette o eliminate. Insomma, le comiche…
Buon segno! Vuol dire che Boxeringweb, nella sua spartana povertà e modestia e con le sue mille pecche, ha fatto e continuerà a fare, finché Dio vorrà, un onesto lavoro al servizio della boxe.
E chi ritenesse che la sua esistenza sia inutile o persino dannosa, immagini l'attuale POVERO pugilato italiano senza il supporto del POVERISSIMO Boxeringweb!



