Match inguardabile fino alla seconda metà
Molto di ciò che è avvenuto, o per meglio dire non è avvenuto, ha probabilmente a che fare con la lunga lontananza dal ring di Gausha che per togliersi di dosso la ruggine ha impiegato davvero troppo tempo lasciando scivolare il match nelle mani di Lubin quasi non gl importasse poi molto. Sta di fatto che la prima metà del match è stata assolutamente soporifera e tutta nelle mani di Lubin al quale è bastato l'uso di un bel jab destro e di alcuni colpi doppiati soprattutto al corpo per tenere l'avversario lontano. Un avversario fuori tempo, che non è che cercasse di accorciare, che portava solo il jab, leggibile, e non doppiava mai.
Qualcosa ha cominciato a succedere dal 7° round in poi con Gausha che ha aumentato la sua attività ma è stato, paradossalmente, Lubin che nei round successivi ha cominciato a lasciar andare le mani anche se non ce ne era bisogno. A quel punto è cominciato un match almeno guardabile. E al 10° round c'è stato persino un brivido quando un gancio destro al volto portato da Gausha ha fatto sbandare Lubin. Gausha si è lanciato all'attacco e ha nettamente vinto il round come pure il successivo sul nostro cartellino.
Ericsson Lubin
Nell'ultimo round Gausha ha cercato il colpo duro ma ha dovuto desistere quando due ganci sinistri al volto gli hanno un po' irrigidito le gambe.
Nessuno può dire cosa sarebbe accaduto se Gausha avesse provato a fare un match vero fin dall'inizio e avesse dato battaglia. Forse sarebbe finita così, forse peggio per lui o forse avrebbe potuto sperare di vincere ma, vivaddio, avrebbe dovuto comunque fare di più dato che si trattava di prendersi il vacante titolo silver WBC dei superwelter e mirare a qualcosa di meglio. Opportunità che ora spetta a Lubin.




