Ci vorrà ancora del tempo per l’ufficializzazione, ma da fonti più che attendibili provenienti dagli Stati Uniti viene dato per certo che nel mese di marzo/aprile 2021 andrà in scena un prestigioso incontro unificatorio della categoria pesi gallo.

A sfidarsi saranno il filippino Johnriel Casimero (30-4), campione WBO, e il fuoriclasse cubano Guillermo Rigondeaux (20-1), medaglia d’oro ai giochi olimpici di Sydney 2000 e a quelli di Atene 2004, attuale campione WBA, ente per il quale ha detenuto in passato la cintura dei s.gallo.
A favorire l’incontro sarebbe la vicinanza dei due protagonisti alla franchigia PBC del super consulente Al Haymon.
Proprio in un evento organizzato dalla PBC risale l’ultimo incontro disputato da Casimero che lo scorso 26 settembre a Uncasville sconfisse il ghanese Duke Micah per kot alla terza ripresa.
Sempre in una riunione targata Haymon il 40enne Rigondeaux conquistò la cintura attualmente in suo possesso battendo ai punti, ad Allentown, il venezuelano Liborio Solis.
"Sarebbe una lotta tremenda che riscuoterebbe il gradimento di tutti gli appassionati", ha detto Memo Heredia, allenatore del campione filippino. “John e Guillermo hanno stili di combattimento opposti che favorirebbero un grande spettacolo”.
"Johnriel si trova adesso nelle Filippine, ma voglio che sia qui già nei primi giorni di gennaio per prepararsi al meglio per questo importante appuntamento, il più importante della sua già prestigiosa carriera”.
Il piano iniziale prevedeva per Casimero uno scontro contro quello che gran parte degli addetti ai lavori considera tra i migliori P4P del circuito, ossia il mostro del pugilato giapponese Naoya Inoue (20-0), detentore della cintura IBF e di quella di s.campione WBA.
Come noto però, per motivi strettamente di carattere economico, la Top Rank, che gestisce la carriera internazionale del campione giapponese, ha reso noto che questa sfida, per il momento, non potrà aver luogo a causa della mancanza della presenza in sala del pubblico pagante.
Di Rigondeaux sappiamo già tutto.
Nonostante il suo immenso curriculum dilettantistico, e la vittoria del 2013 su Nonito Donaire campione mondiale in quattro diverse categorie di peso, da professionista, causa il suo stile di combattimento non spettacolare, non è mai riuscito a guadagnarsi il favore degli addetti ai lavori.
È risaputo il comportamento, al limite del mobbing, messo in atto nel suoi confronti da Bob Arum, che ha toccato l’apice nel 2017 quando venne messo di fronte al campionissimo ucraino Vasyl Lomachenko, al limite dei s.piuma, in un incontro impossibile.
Vedremo ora se alla veneranda età di 40 anni, il campione cubano avrà ancora stimoli, forza di volontà ed energie per contrastare con successo il temibile Casimero.
Max



