logo facebook

SEGUICI SU FACEBOOK

Ultime notizie

Gli "aiutini" a J.C.Chavez e a Canelo nell'articolo di un coraggioso

Un elenco di favori ricevuti

 

Giornalisti coraggiosi ce ne sono anche nella boxe. Sembra essere questo il caso di Gavin Evans che scrive per Boxing News, la rivista settimanale inglese che è anche la più antica del mondo. Sentite l'argomento con il quale ha scritto un articolo sul magazine del 22 ottobre scorso e che, visto il prossimo ritorno sul ring di uno dei bersagli di Evans, ci sembra di estrema attualità. L'argomento riguarda le carriere di Julio Cesar Chavez Sr e Saul "Canelo" Alvarez, due grandi del pugilato messicano uno dei quali è già da tempo leggenda mentre il secondo lo diventerà certamente. In sostanza l'articolo sostiene che le carriere di questi due grandi siano state aiutate in più casi da circostanze e da fattori esterni a loro e all'avversario di turno, incluso il WBC che, si sa, ha base in Messico.

La boxe in effetti ha una grande fortuna e cioè che gli appassionati la amano a tal punto da arrabbiarsi subito per certe cose per poi dimenticarle proprio per questo grande amore. Un po' come certe coppie che soffrono per un tradimento per poi perdonarlo. Ma Evans è spietato e mette in fila una serie di esempi che ci riportano alla mente cose che avevamo cacciato in cantina.

Evans parte da Julio Cesar Chavez e ricorda come quando Chavez conquistò il suo primo titolo di sigla, quello WBC dei superpiuma, in teoria avesse un record di 43 vittorie in altrettanti incontri. In teoria appunto, perché in pratica Chavez era stato dichiarato sconfitto per squalifica al 1° round contro tale Miguel Ruiz quando era al dodicesimo incontro. Vero è che la commissione locale aveva cambiato il verdetto il giorno dopo registrandolo come K.O. a favore di Chavez ma è altrettanto vero che l'allora manager di Chavez era membro della stessa commissione. Eravamo all'inizio degli anni in cui un record immacolato diventava un "must". Il sottoscrito, per esempio, era a bordo ring quando Lou Duva portò a Milano un giovane Vinny Pazienza che fu battuto per K.O.T al 5° round per ferita dal marocchino Abdelkaber Marbi e Duva si produsse nelle sue tipiche escandescenze che ripetè a tal punto che tuttora su BoxRec quel risultato è affiancato da un punto interrogativo che non ha nessuna ragione di essere. Evans prosegue poi ricordando il celebre primo incontro del 1990 fra Chavez e Meldrick Taylor, quello dove l'arbitro Richard Steele dichiarò Taylor sconfitto per K.O.T quando mancavano due secondi alla fine dell'ultima ripresa di un match dove Chavez era sotto rispettivamente di 5 e 7 punti sul cartellino di due giudici. Guarda caso sul terzo era in vantaggio, quello di Chuck Giampa che poi sarebbe diventato, udite udite, il compilatore delle classifiche di The Ring quando Oscar De La Hoya licenziò il direttore Nigel Collins, ora nella Hall of Fame, perché non voleva avere un occhio di riguardo per i suoi pugili. E riecco apparire gli strilli di Lou Duva a difesa di Taylor, questa volta con molta più ragione rispetto al  caso di Pazienza.

Lo straordinario Chavez aveva solo 28 anni ma, più che di una carriera già lunga, cominciava a sentire il peso del consumo di alcool e droghe. Però era uomo di Don King e messicano come il WBC. Infatti gli fu regalato un pareggio contro il meraviglioso artista del ring Pernell Whitaker.  Chavez perse per la seconda volta, per alcuni record per la prima, quando fu battuto da Frankie Randall, giustamente, ma un giudice, guarda caso messicano, rese la sconfitta per split decision avendo in vantaggio il connazionale. Nella rivincita Chavez, ferito, si arbitrò da solo rifiutandosi di proseguire nonostante le insistenze dell'arbitro vero, Mills Lane, il quale, invece di decretare il K.O.T come era suo dovere, affidò il verdetto ai giudici. Credete che Chavez non sapesse che, grazie all'assurda regola del WBC che penalizza di un punto chi procura involontariamente una ferita, Randall avrebbe finito con l'essere dichiarato sconfitto? Naturalmente finì così. Non è finita qui per quanto invece riguarda lui. Quando Chavez incontrò nel 1998 Miguel Angel Gonzalez  pareggiò con un giudice che aveva visto vincente lui e un secondo il suo avversario. Il terzo avrebbe avuto un pari sul cartellino. Avrebbe perché non era così, il conteggio era sbagliato, quel giudice aveva un punto per Gonzalez. Il verdetto non fu mai cambiato.

Passiamo a Canelo. Qui è davvero storia recente e Evans si rifà al fatto che Alvarez ha avuto due vittorie contro Golovkin contro la netta maggioranza di pareri contrari di chi quei match li ha visti, con la mitica giudice Adelaide Byrd che vide un incredibile 118-110 per Canelo. In precedenza Canelo aveva avuto più di una mano d'aiuto per avere il verdetto contro il talentuoso cubano Erislandy Lara. Evans cita inoltre il caso della carne contaminata e di una squalifica per doping assolutamente clemente nei confronti del rosso messicano e i cartellini del match con Kovalev che Alvarez risolse da grande campione prima del limite. Quei cartellini vedevano in vantaggio Canelo, due, o in parità, il terzo, in un match dove il messicano era certamente in svantaggio prima della repentina conclusione.

Premesso che Chavez e Alvarez sono due fuoriclasse, e su questo non ci piove, le morali sono due. La prima che la legge è uguale per tutti ma per qualcuno è più uguale degli altri. La seconda è che Gavin Evans è meglio non si faccia vedere in Messico...

 
 
 
What do you want to do ?
New mail

RIFERIMENTI

BOXE RING WEB

EDITORE FLAVIO DELL'AMORE

Autorizzazione

Tribunale di Forli' n. 2709

CHI E' ONLINE

Abbiamo 817 ospiti e nessun utente online

FORUM

logo boxeringweb2017c

Il Forum a cura di NonSoloBoxe

Per discutere di Boxe e non solo...

CLICCA SUL BOTTONE
PER ACCEDERE AL FORUM

go