Al 31enne Hughes il titolo britannico dei leggeri

Un altro bel pasticcio combinato da un arbitro inglese, questa volta Mr Mark Lyson, che poteva costare ben caro a un pugile che lui non è stato in grado di proteggere. Il fattaccio è accaduto a Bolton dove Mr Lyson si deve essere preso una bella dose di Valium tanto da dormirci su quando avrebbe dovuto intervenire in difesa di Paul Hyland Jr che si batteva con Maxi Hughes per il vacante titolo britannico dei pesi leggeri. E questo incidente ci costringe a partire dal fondo, cioè dall'8° round quando Hyland, fiaccato dall'ennesimo colpo al corpo portato da Hughes, un gancio destro, si è girato dolorante camminando verso il proprio angolo. Un chiaro segno di abbandono e a questo punto l'arbitro doveva frapporsi frai pugilie decretare lo stop o almeno contare Hyland. E invece non è accaduto e così Hughes ha potuto percorrere tutto il ring e, non con grande sportività va detto, da dietro portare un gancio destro al mento di Hyland che, totalmente indifeso, crollava al tappeto. Si rialzava e l'arbitro che lo contava, risvegliatosi dal sonnellino, lo fermava. Un arbitro così, lo diciamo papale papale, va mandato in pensione e subito! Evidenti le successive proteste dell'angolo di Hyland proprio per la letargia del terzo uomo che ha messo a repentaglio la salute del pugile.
Detto questo possiamo aggiungere che quando nell'ambiente diventa ben chiaro il punto debole di un pugile per questo atleta sono guai. Hyland è uno che non tiene i colpi sotto e lo si sa da un pezzo. Quando nel torrido giugno del 2019 a Milano Francesco Patera lo aveva battuto prima del limite per il titolo europeo lo aveva distrutto con i colpi sotto. Hyland non era più salito sul ring da allora, complice il lockdown, ed ha subito la stessa sorte stavolta a Bolton
. D'altro canto Hughes è un pugile che finalmente sui 30 anni, ne ha 31, ha potuto dedicarsi alla boxe con più convinzione e più tempo rubato al suo lavoro quotidiano di operaio e i risultati si sono visti. Punto di svolta di una carriera onorevole ma un po' anonima è stata la vittoria sull'irlandese Jono Carroll, uomo di classifica mondiale, nell'agosto scorso, seguita da un'altra sull'imbattuto kazako Viktor Kotochigov in ottobre.
I progressi di Hughes si sono visti contro Hyland fin dall'inizio. Ritmo, gran movimento sulla cintura che ha mandato Hyland a farfalle per tutto il match e poi quel continuo pressante lavoro al corpo al quale il 30enne nordirlandese non ha trovato di meglio che opporre maldestri tentativi di ripagare il rivale con la stessa moneta. L'arbitro tra l'altro aveva già sbagliato a non contare Hyland alla fine di un difficilissimo 6° round quando l'uomo di Belfast era finito mezzo fuori dal ring dopo la solita scarica al corpo. Il cronometrista era partito col conteggio, lui lo ha bloccato. Incredibile! Per Hughes ora si potrebbero aprire le porte per una meritata sfida europea.



