Un incidente stradale è stato fatale a Jemal Hinton, grande talento del pugilato statunitense deceduto all’età di 50 anni.
Jemal (98-14 da dilettante) nel 2018 conquistò il titolo nazionale battendo in finale Kennedy McKinney, che però si prese la rivincita quattro mesi dopo in occasione dei trials che designavano il rappresentante statunitense per i giochi di Seoul 88.
Per la cronaca a vincere quell’edizione delle Olimpiadi fu proprio McKinney, che da professionista nel 1992 in Sardegna diventerà poi campione mondiale s.gallo IBF.
A questo punto per Hinton fu inevitabile l’approdo tra i professionisti scegliendo come manager e allenatore il mitico Emanuel Steward.

Con i colori del Kronk Boxing Gym di Detroit, Hinton arrivò a mettere insieme una striscia vincente di 22 incontri, 17 dei quali prima del limite, tra le quali spicca quella per kot alla 11 ripresa del 1989 contro Robert Shannon (olimpionico a Los Angeles).
Dopo aver sconfitto Lucilo Nolasco, nel 1992, tra la sorpresa generale, Jemal a soli 22 anni annuncia il suo ritiro dalla boxe.
Solamente nel 2013, Hinton spiegò le ragioni del suo abbandono dell’attività che non erano dovute a problemi fisici o personali.
Jemal disse che qualcosa in lui era cambiato spiritualmente e mentalmente e che non aveva più le motivazioni necessarie per salire sul ring per “picchiare” gli avversari.
Max



