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A Bologna una domenica pomeriggio con Balducci-Rauseo

Allo Sferisterio il venticinquenne abruzzese che vive a Bologna, preparato dal maestro Di Tullio nella palestra della Tranvieri, avrà finalmente l’opportunità di salire sul ring a distanza di quindici mesi dal match del febbraio 2020 in Lettonia. Nel contorno 8 incontri dilettantistici
di Maurizio Roveri
E’ Giuseppe Rauseo, veterano “collaudatore” campano con 67 combattimenti alle spalle in una attività professionistica cominciata nel 2012 (e un totale di 101 match in carriera considerando anche quelli sostenuti da Dilettante a partire dal 2005) l’avversario di Marco Balducci in una domenica pomeriggio di boxe allo Sferisterio di Bologna. Evento che fa parte del “Memorial Antonio Tarozzi”.
Balducci Marco xon mo Di Tullio
In origine - come avversario di Balducci - era stato scelto Rodolfo Paternò, sicuramente pugile decisamente impegnativo e alquanto “scomodo” da affrontare. Il siciliano ha avuto problemi e s’è trovato nella necessità di rinunciare al combattimento. Sergio Di Tullio, il maestro della Pugilistica Tranvieri Bologna, allenatore di Balducci (e, in questo caso, in veste anche di organizzatore) era riuscito ad agganciare una valida “seconda scelta”. Ma giovedì mattina una telefonata avvertiva Di Tullio dell’indisponibilità anche di questo avversario. Mancavano appena tre giorni alla manifestazione. Disappunto. C’era il rischio di non poter mettere in scena l’unico incontro professionistico, il “clou” d’una riunione che prevede anche 8 match Dilettantistici. Di Tullio non si è dato per vinto, si è tuffato in altri contatti, trovando ampia disponibilità da parte di Giuseppe Rauseo.
Il quale sarà a Bologna, pronto a sostenere il match numero 102 in carriera (34 ne ha combattuti da Dilettante, questo allo Sferisterio bolognese sarà l’incontro da Professionista numero 68 del quarantenne pugile campano nato a Benevento e residente a Vallata nella provincia di Avellino).
Rauseo di esperienza… ne ha da vendere. E dunque anche i trucchetti del mestiere, qualche malizia. Da Pro ha vinto soltanto 2 match, 5 li ha pareggiati e 60 li ha persi.
Sessanta sconfitte non debbono trarre in inganno, è la vita del collaudatore, però sul ring ci sa stare, due volte soltanto è stato battuto per KOT. Il più delle volte ha perso ai punti. E di avversari tosti ne ha incrociati parecchi, non evita nessuno, lo chiamano e lui va. Ha affrontato gente come Caccia, Matano, Annunziata, Salvemini, Ceglia, Samuele Esposito, Michele Esposito, Randazzo, Cavallucci, Morello, Mangiacapre, Nicholas Esposito.
Qualche sconfitta di troppo per squalifica, in verità. Otto in carriera. La più recente porta la data del 21 marzo 2021, sul ring di Ravenna, affrontando Nicola Quarneti il superwelter di Lugo (3 vittorie e 1 pari) allenato da Francesco Damiani.
Rauseo è già salito sul ring quattro volte in questo 2021, fra gennaio e aprile. E questa domenica allo Sferisterio sarà al suo quinto incontro dell’anno.
Marco Balducci, invece, aspetta, aspetta…
 
Aspetta dal febbraio 2020, quando andò a combattere in Lettonia. Perdendo l’imbattibilità, ma facendosi onore. Dignitosissima sconfitta ai punti.
Marco ricorda: “Interessantissima esperienza. La suggestiva atmosfera della “Riga Arena”, l’eccitazione del pubblico, dieci mila spettatori, grande partecipazione, il mio avversario era l’idolo locale. Sergejs Marcenko debuttava da Professionista, quel giorno. L’attesa della gente per il suo combattimento era fortissima. Lui salì sul ring al top della condizione. Per la cultura di tipo bielorussa un pugile per sostenere un match deve essere al massimo della preparazione, e poter esprimere il cento per cento. Marcenko è uno che da Dilettante aveva fatto un’ottima carriera, mi pare avesse perso soltanto un incontro. Insomma, io sapevo che andavo a confrontarmi con un pugile di spessore. Vinse lui, io gli tenni testa valorosamente. Sembrava che, dopo quella trasferta in terra lettone e la visibilità avuta con quel match, si fosse aperto un portone. Nel senso che ero stato inserito nella top ten italiana, ero al decimo posto nella classifica FPI dei pesi welter. Poi, si sa, le situazioni della vita sono imprevedibili, il coronavirus cominciò a invadere il mondo. La pandemia ha condizionato tutto, frenando tantissime cose. Le chiusure, l’attività agonistica che si ferma…”.
Aveva 24 anni, Balducci, all’epoca del combattimento in Lettonia. Pugile emergente. Era il momento giusto per stringere i tempi e dare una bella accelerazione. E invece… quindici mesi senza più salire sul ring. Una vera disdetta.
Quel tempo perduto, tra amarezza e frustrazione. Senza sapere quando sarebbe riuscito a tornare fra le sedici corde. Rabbia e speranze.
Mi manca il combattimento. Il ritmo, l’intensità, le emozioni di un match ufficiale. Gli allenamenti sono ovviamente fondamentali, ne ho fatti tanti ultimamente. Ho lavorato intensamente con il maestro Di Tullio alla Tranvieri. All’inizio della pandemia e anche dopo, quando vi è stata la seconda ondata, è stata dura. La palestra chiusa. Ero tornato a casa mia, a Giulianova. Durante il periodo del lockdown e delle restrizioni. Mi ero organizzato. Ero riuscito a creare, fra il balcone e il giardino, una sorta di piccola palestra. Allenandomi da solo e riuscendo in quella maniera a mantenere un allenamento costante
Finalmente ora ho l’opportunità di tornare sul ring. Ringrazio la Pugilistica Tranvieri, il Circolo Dozza, l’AICS per l’impegno e la volontà nell’organizzare questa riunione pugilistica del 16 maggio allo Sferisterio. Ringrazio infinitamente il maestro Sergio Di Tullio, per il meticoloso lavoro e per la determinazione con la quale ha cercato fino all’ultimo di salvare il mio combattimento. L’uno dopo l’altro sono saltati due avversari ,per problemi diversi. Giovedì mattina il maestro Di Tullio aveva ricevuto una telefonata, anche il pugile che era stato contattato dopo l’indisponibilità di Paternò s’è trovato costretto a rinunciare. Di nuovo veniva a mancare il mio avversario, ad appena tre giorni dalla riunione. Di Tullio ha insistito. C’è stata la disponibilità di Giuseppe Rauseo. Bene. Si fa. Entrambi abbiamo già fatto il tampone, ora siamo pronti a picchiarci! Sportivamente parlando, ovviamente…”.
In questi mesi in palestra è stata modificato parzialmente il tipo di preparazione. Nel senso che Balducci e il suo maestro hanno privilegiato un lavoro specifico con lo scopo di migliorare muscolatura, forza ed esplosività.
Stavolta Balducci combatterà da superwelter ( 70.500 alle operazioni di peso, e      Rauseo 72), ma già dal prossimo combattimento dovrebbe rientrare nei limiti di peso della sua categoria naturale, che è quella dei welter.
Balducci disputerà il quinto incontro da pugile Professionista. Nei precedenti quattro, 3 vittorie ai punti (su Fiorino, Moroni, Nastic) e la sconfitta ai punti sul ring della “Riga Arena” nella capitale della Lettonia.
Otto match dilettantistici faranno da contorno, nella domenica pomeriggio dello Sferisterio, al combattimento professionistico. Inizio della riunione ore 16,30. Ancora a porte chiuse, nel senso di evento senza pubblico. Per ora…

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