Dopo Miguel Angel Castellini, Juan Domingo Roldan e Sergio Victor Palma, il Covid 19 è fatale anche ad un altro protagonista d’eccellenza del pugilato argentino.

All’età di 75 anni è infatti scomparso il peso welter Mario Omar Guillotti (73-20-9) medaglia di bronzo ai giochi olimpici di Mexico 68, battuto in semifinale dal camerunese Joseph Bessala dopo aver eliminato il canadese Donato Paduano e lo statunitense Armando Muniz.
La sua carriera professionistica, iniziata nel 1969, non fu pari alle attese, visto che dovette aspettare il 1980 per conquistare il titolo argentino della categoria imponendosi per KO su Eduardo Yanni.
Sua autentica bestia nera fu Miguel Angel Campanino, nel 1977 sfidante di Pipino Cuevas per il mondiale WBA, che lo sconfisse quattro volte su quattro, due delle quali in incontri con in palio la cintura nazionale.
Guillotti dal 1976 al 1978 svolse la sua attività in Italia nella scuderia Fernet Branca di Rocco Agostino.
Quel periodo fu contraddistinto dalla rivalità con Everaldo Costa Azevedo, brasiliano/argentino naturalizzato poi italiano, gestito da Umberto Branchini.
I due si affrontarono in tre occasioni con un bilancio di una vittoria a testa e un pareggio.
Max



