Split decision solo a causa di un cartellino assurdo di un giudice


Se ci fosse nella boxe un Premio Frankie Carbo, e forse ci dovrebbe essere, per il 2021 andrebbe assegnato a quel giudice che ha osato redigere un cartellino di 116-112 a favore di Elwin Soto nel match contro Jonathan Gonzalez a Fresno, nel cuore della California Per fortuna ci hanno pensato altri due giudici rovesciando esattamente questo punteggio e dando a Gonzalez ciò che si meritava, cioè vittoria ai punti e titolo di sigla WBO dei minimosca. Noi avevamo 117-11 per il vincitore. La verità è che il 30enne portoricano ha dato, da netto sfavorito, una autentica lezione di boxe al 24enne messicano mandandolo letteralmente a farfalle per metà match con una perfetta boxe d'incontro fatta di improvvisi movimenti laterali, schivate e rapidissimi rientri. Raramente si vede un pugile della reputazione di cui gode Soto andare continuamente, e ripetutamente, a vuoto di mezzo metro. In questa occasione si sono visti i difetti, o meglio le incapacità, di un ragazzo che se si tratta di fare a botte c'è e se si tratta di boxare c'è molto meno.
Per almeno due terzi dell'incontro Soto si è dimostrato sordo ai richiami anche energici del suo angolo che gli urlava di lavorare al corpo per fermare le gambe di quell'anguilla portoricana e solo quando Gonzalez, allenatissimo, ha impercettibilmente rallentato, Soto ha cominciato a mettere qualche colpo sotto e a stringre l'avversario alle corde. Il problema era che Soto, innervositosi, ha cercato quasi sempre il colpo duro singolo e, come si sa, in questi casi è sempre un fallimento contro un avversario abile e veloce. Certamente Soto sapeva che le sole 3 sconfitte di Gonzalez erano venute prima del limite e probabilmente lo ha anche sottovalutato. Come lui pochissimi pensavano Gonzalez potesse vincere. E invece ha vinto.



