
5 a 0 per l'azero Aliyev. Il ragazzo asiatico é un pugile molto difficile, pur senza essere un fenomeno. Le cose che fa. le sa fare bene. In apertura del match comincia a muoversi agilissimo e veloce attorno al ring e Spada, piuttosto rigido, fatica a tagliargli la strada, intestardendosi a cercare di raggiungerlo con colpi troppo larghi. Aliyev é furbo. Capisce che gli basta combattere sugli errori dell'azzurro, molto generoso ma troppo spesso a vuoto e fuori misura. Quando il nostro rappresentante lancia bordate esterne, l'azero é un fulmine a rientrare con il jab sinistro e il diretto destro in particolare, per poi ritrarsi e aspettare la successiva occasione. Praticamente le prime due riprese sono identiche e le ultime fragilissime speranze di Spada sono affidate agli ultimi tre minuti, ma é innervosito e frustrato da quel fantasma che colpisce e scompare, per cui si espone ancora di più ai suoi non potenti ma precisissimi diretti e ganci e forse é proprio il terzo round quello in cui la superiorità di Aliyev appare più chiara.



