
Il 71 kg. Faraoni esce al suo primo match per mano del talentuoso statunitense Bartee-El, con l'indiscutibile verdetto di 5 a 0. Eppure non ha combattuto male, si é proposto con un assetto tecnico più che dignitoso, non ha mai perso la testa e ha fatto tutto quanto poteva. Ma il rivale era davvero bravo e sono stati purtroppo i riflessi felini, la leggerezza di gambe, l'abilità di entrare ed uscire, i colpi sempre per linee interne e dritti come frecce di Bartee-El a fare la differenza, al quale difetta per ora un po' di potenza per renderlo una sicura speranza anche in un futuro professionistico. Faraoni ha iniziato bene e il combattimento é stato godibile, però Bartee-El arrivava quasi sempre prima dell'azzurro e schivava e bloccava con frustrante facilità. Già in vantaggio al termine del round iniziale, ha accentutato la propria azione nel secondo e a Faraoni mancavano spesso quei pochi centimetri necessari per giungere a bersaglio, quel briciolo di rapidità in più per non andare a vuoto. Nella terza e ultima ripresa, anche un po' provato, Faraoni ha cercato di arrivare a segno con maggiore efficacia ma Bartee-El ne ha approffittato per esaltare ancor più le proprie rilevanti doti di tempista. Al termine nessun dubbio sul verdetto, ma il pugile italiano esce a testa alta perché si é trovato di fronte un avversario di non comune livello.



