George Arias avversario imbattuto ma poco pericoloso
Nella primavera del 2020, chiusi in casa dall'esplosione della pandemia, scrivemmo 30 articoli sui migliori pesi massimi in circolazione allora, uno al giorno. Fra di loro l'allora 20enne statunitense Jared Anderson, 3 vittorie nei 3 incontri sostenuti e un buon record dilettantistico, che veniva considerato la grande speranza dei pesi massimi statunitensi, specie vicina all'estinzione. Sono passati esattamente 3 anni e il 23enne Anderson ha raggiunto i 13 incontri tutti vinti prima del limite. Un fenomeno? Andiamoci piano, Mike Tyson, Floyd Patterson, Muhammad Ali alla sua età erano già campioni del mondo della massima categoria ma soprattutto avevano già battuto, prima di conquistare il titolo, avversari di alto livello. Uno di loro, Patterson, aveva anche perso con l'ex campione del mondo dei pesi mediomassimi Joey Maxim. A differenza loro l'unico nome un po' riconoscibile, ma appena appena, nel record attuale di Anderson è quello dell'ultimo avversario affrontato, Jerry Forrest, non un fulmine di guerra, più un gruppetto di avversari decenti e non di più. Certo sono cambiati i tempi e lo stesso Anderson ha più volte dichiarato di non avere fretta e di non voler nemmeno fare la boxe per molti anni ancora.
Questa sera a Newark Anderson afffronta un avversario imbattuto, il secondo della carriera dopo il russo Vladimir Tereshkin che da quando l'ha incontrato perdendo pe K.O.T al 2° round un anno e mezzo fa non è più salito sul ring. Questo avversario è il 31enne dominicano George Arias che vive nel Bronx e che ha battuto tutti i 18 avversari affrontati. Piccolo particolare, tutto i suoi avversari erano entità sconosciute e 11 di loro hanno sentito il suono dell'ultima campana il che non qualifica certo Arias come un pericoloso picchiatore. Non solo, è vero che Anderson non è un gigante confrontato con i più grossi massimi di oggi ma è anche vero che Arias è molto più basso di lui e con un allungo nettamente inferiore. L'impressione è che si stia traccheggiando in attesa che sia il tempo a togliere di mezzo i vari Fury, Usyk, Joshua e Wilder e una volta pensionati o calati questi si provi la scalata. Certo Anderson ha potenza nelle mani ma è giusto dire non sia mai stato testato da un pari peso pericoloso. Non ci si aspetta che ciò avvenga neppure stasera a meno che lo statunitense non sia una clamorosa bolla pronta a scoppiare come è successo di recente a Tony Yoka, il francese che pure è stato campione olimpico a Rio de Janeiro nel 2016.



