
Violenta la protesta sul verdetto che, nella finale dei pesi massimi (92 kg ai Mondiali di Tahsmektn, in Uzbekistan) ha tolto dal collo di Aziz Abbes Mouhiidine l’oro che meritava.
Patrizio Oliva (oro olimpico, miglior pugile di Mosca 1980; campione italiano, europeo e mondiale tra i professionisti): “Fanno quello che vogliono, senza ritegno. Che schifo. Uno schiaffo a tutti quegli atleti che lavorano sodo e devono vedere svanire i propri sogni per colpa di arbitri… Continuiamo a chiamarli incompetenti. Bah, lo hanno costruito per bene il verdetto. Secondo voi, sapere costruire un verdetto è da incompetenti?”. (da Facebook).
Emanuele Renzini (direttore tecnico delle nazionali azzurre): "Un verdetto allucinante e totalemente sbagliato. Abbes avrebbe strameritato la vittoria, avendo dominato tutte e tre le riprese. E invece la vittoria è andata al russo. Purtroppo non è la prima volta che capitano questi errori/orrori. E io mi sono stancato di assistervi." (dal sito della FPI)
Flavio D’Ambrosi (presidente della Federazione Pugilistica Italiana): “Non posso non esprimere il mio forte disappunto sul verdetto che ha riguardato la finale disputata da Abbes. Già lo spostamento della programmata finalissima dei 92 kg, da sabato a domenica, con un giorno di recupero in più per l'avversario che aveva subito una dura semifinale, era apparsa come una sorta di stampella! Non è stato sufficiente. Il delitto andava perpetrato fino in fondo. Il verdetto della finale è stato, a parere di tanti addetti ai lavori tra i quali il sottoscritto, assolutamente non in linea con l'andamento del match che ha visto dominare, dall'inizio alla fine, il nostro pugile. I valori dello sport ed il rispetto degli atleti richiederebbero serietà. Forse è giunto il momento che questa Federazione ed il movimento pugilistico italiano traggano le giuste conclusioni su questo operato. Siamo stanchi di continui ribaltamenti di verdetti e siamo stanchi del mancato rispetto delle fatiche dei nostri atleti”. (dal sito della FPI)



