
La Forza e Coraggio” sfratta senza preavviso il maestro Ciotoli e i suoi ragazzi per costruire un campo da Tennis.
“Avete venti giorni di tempo per sbaraccare e sloggiare”. Un fulmine a ciel sereno. O forse sarebbe meglio dire un pugno nello stomaco e non solo perché stiamo parlando di Boxe. Di questo si tratta. Senza nessun preavviso il Consiglio direttivo della storica e gloriosa società sportiva milanese “Forza e Coraggio” di Via Gallura presieduta dall’Avv. Raoul Duca , che dal 1870 è una vera e propria istituzione cittadina, ha intimato alla sezione pugilistica di smontare Ring, sacchi e quant’altro e di cercarsi un altro posto.

Motivo? “..ci serve la tensostruttura, dobbiamo costruire un altro campo da tennis, rende di più..”. E già su questo punto sarà utile soffermarci un attimo perché il preventivo iniziale di spesa stimato dalla società per l’allestimento del campo si aggira sui 22.000 euro traslochi esclusi e considerando che la concessione comunale pluriennale dell’ impianto di Via Gallura scadrà fra poco più di due anni senza certezze di rinnovo sarebbe interessante capire quali calcoli hanno fatto per stabilire che ammortizzati i costi di conversione e le spese di gestione in soli due anni si avranno comunque ricavi significativi che giustifichino la scelta di sfrattare la “Sezione Pugilistica”.
Quest’ultima in vent’anni non ha quasi mai pesato a bilancio riuscendo ad autofinanziarsi, seppur tra mille sacrifici, contribuendo per contro a dare lustro all’intero panorama pugilistico nazionale sfornando atleti del calibro dell’ex Campione Italiano Welter Antonio Moscatiello (commovente e significativa la sua recente intervista rilasciata sulle colonne de “Il Giorno”), il supermedio Luciano Lombardi, Michele Esposito e Laze Suate solo per citarne alcuni…
Già questo basterebbe a lasciare attoniti ma tralasciando il discorso sportivo è riconosciuto come il vero orgoglio della fucina aperta nel lontano 2003 a proprie spese dal tecnico federale Vincenzo Ciotoli, allievo del compianto Maestro Ottavio Tazzi, risiede principalmente nella sua valenza sociale, come testimoniato dagli appelli dei genitori degli allievi che con oltre 150 mail hanno inondato la Direzione della società, senza per altro ricevere nessuna risposta. Nessuna sorpresa visto che dopo aver recapitato lo sfratto fino ad oggi l’intero consiglio direttivo si è negato a qualsiasi confronto senza dare ulteriori risposte sia all’estrefatto e preoccupatissimo Ciotoli che al Presidente del Comitato Regionale Lombardo Dott.Bugada. E sembra che anche il Presidente federale Flavio D’Ambrosi non sia riuscito ad ottenere di meglio. Con il risultato di riuscire per altro a mettere d’accordo maggioranza ed opposizione durante una riunione d’emergenza indetta dai consiglieri della zona 5 e terminata con una mozione unica. Un evento storico che andrebbe festeggiato in birreria se non fosse per la tristezza di quanto sta accadendo. Preso atto della situazione l’Assessore allo Sport della giunta comunale Martina Riva, pur avendo ammesso di avere le mani legate a livello esecutivo nei confronti della decisione presa dal beneficiario della concessione, ha indetto per Martedì 25 Luglio un tavolo Tecnico per cercare di trovare una soluzione a questo Tsunami che va ben al di là del puro aspetto sportivo.

In una città che si è sempre detta preoccupata e sempre più attenta al sociale ma dove i numeri che accompagnano il disagio giovanile sono invece in preoccupante ascesa più che altrove e dove il 28% dei ragazzi sotto i 30 anni fa uso di sostanze stupefacenti è evidente anche ai più ottusi il valore che ricopre una palestra di Boxe. Lo sono tutte le società sportive certo. Ma è indubbio che la natura stessa dello sport in questione è più predisposta da una parte ad attirare ragazzi problematici e dall’altro ha più esperienza nell’aiutarli. Chiuderla mandando in strada decine di ragazzi (nello specifico sono 80 amatori ed 8 agonisti i ragazzi seguiti da Ciotoli ed il suo staff) per costruire un campo da Tennis con riflessi economici come detto tutti da verificare vuol dire non essersi messi una mano sul cuore, ma cosa ancora peggiore non avere mai compreso il valore intrinseco dello sport. Non resta da sperare che il Comune di Milano intervenga per difenderlo. Forza e Coraggio. Roby Maddonini



