L'onestà del campione inglese
"Non ho battuto Robinson ma il suo fantasma"
Queste le parole del peso medio inglese Terry Downes dopo avere sconfitto ai punti Ray "Sugar" Robinson sulle 10 riprse all'Empire Pool di Wembley, Londra il 25 settembre del 1962. Downes da poco aveva perso il titolo mondiale dei pesi medi (almeno secondo la NYSAC e The Ring Magazine) per mano dello stesso avversario contro cui l'aveva conquistato, il "pompiere" di Boston Paul Pender. Terry Downes aveva 26 anni contro i 41 di Robinson e una carriera estremamente meno pesante sulle spalle, Robinson inseguiva l'impossibile sogno di conquistare il titolo mondiale dei pesi medi per la sesta volta. Tra l'altro Downes si sarebbe ritirato un anno prima di Robinson.
La bella frase di Downes dovrebbe essere imparata a memoria da molti pugili che si ritengono grandi campioni per avere battuto o nullità o vecchi pugili in completo disarmo magari per uno dei tanti assolutamente inutili titoli di sigle conosciute o sconosciute che siano. Va bene l'autostima ma qui si parla di ben altro.
Downes concluse l'intervista commentando un ultimo round in cui Robinson lo aveva sovrastato: "Cosa doveva essere questo tizio una quindicina di anni fa!"



