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Luca Chiancone batte Hermi ma entrambi sono e saranno pugili veri!

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Non è stato lo stesso match dello scorso 26 Luglio a Ferrara, quello sostenuto dal detentore del titolo italiano dei pesi medi, il triestino ventiseienne Luca Chiancone (9+ 2=: 4 ko) con il 22enne sfidante fiorentino Yassin Hermi (13+ 1= 1-; 10 ko). Succede spesso nelle rivincite, soprattutto dopo un combattimento in cui entrambi i protagonisti hanno passato momenti molto difficili. E a Ferrara proprio questo era accaduto. Ci si rispetta e ci si teme a vicenda, tanto che la preparazione viene quasi sempre incentrata sul tentativo di disinnescare le armi del rivale per limitare nuovi rischi. Ciò non toglie che di fronte al foltissimo pubblico del capoluogo friulano e alle telecamere della Rai, il match sia stato egualmente vibrante, emozionante, intenso e spettacolare. Sia il campione che lo sfidante si sono temuti vicendevolmente, hanno gestito con maggiore prudenza le energie e l'aspetto tattico è prevalso sulla furia agonostica della precedente battaglia.
Eppure le dieci riprese sono passate in un battibaleno, perchè ogni volta che uno dei due lanciava un colpo si intuiva che avrebbe potuto essere quello decisivo.
E di colpi ne sono stati portati tanti. A tal proposito, va sottolineata la solidità caratteriale e fisica sia di Chiancone che di Hermi. Anzi, a tal proposito osservando i rallenty televisivi, è quasi curioso notare che il triestino sia finito al tappeto nel 1° e nel 5° round su un montante destro di Hermi e quindi su un gancio che apparentemente erano colpi assai meno pesanti di altri assorbiti con relativa disinvoltura. In occasione del primo atterramente il beniamino di casa è parso mal disposto sulle gambe mentre nel secondo, difficile da vedere al momento, è stato atterrato da un gancio-spinta giunto con l'avambtaccio e non con il pugno. Va riconosciuto a Chiancone il merito di non essersi demoralizzato e di avere fatto tutto quanto poteva per recuperare lo svantaggio sui cartellini dovuto a tali cadute. Hermi, un giovane talento del quale si sentirà parlare speriamo molto a lungo, ha esibito un bellissimo e ficcante jab sinistro usato di rado invece a Ferrara. Ciò dimostra con quanta cura sia stata preparata la rivincita e infatti il triestino ha trovato non poche difficoltà ad evitarlo, sorpreso da una novità che non aveva messo in conto.
La svolta del combattimento, sempre sul filo del rasoio, si è avuta forse alla sesta ripresa quando pareva che Hermi avesse preso in pugno le redini del match. Chiancone l'ha colpito duro e il toscano, in palese difficoltà, ha avuto l'accortezza e la lucidità di aggrapparsi all'avversario per superare il difficile momento, bloccandolo con disperata tenacia e incappando comunque nell'inevitabile richiamo ufficiale dell'arbitro Di Mario. Il minore dei mali, data la situazione. Giunto all'angolo provato, ha confermato al m.o Dagliana, indimenticato guerriero tra i dilettanti nei primi anni del nuovo millennio, di avere sentito il colpo.
Come da regola non scritta della boxe, da quel momento Luca Chianchione ha ripreso vigore e determinazione e Yassin Hermi invece ne ha risentito, perdendo un pizzico di fiducia. Sia chiaro. La sfida è continuata incerta e spettacolare sino all'ultimo secondo, ma il padrone di casa ha riconfermato di essere un notevole fondista e ha cominciato ad incalzare il bravo e indomito sfidante.
Alla fine, tra il tripudio del pubblico di Trieste, i giudici Marongiu (94-93) e Ramaciotti (94-93) hanno preferito Chiancone, mentre Virgillito (95-92) ha scelto Hermi. Almeno 4/5 riprese si sono concluse al fotofinish e bastava che una sola di queste fosse stata attribuita in maniera diversa perchè anche il computo finale sancisse un esito differente.  Ora seguiranno altre polemiche, probabilmente. Ma non saranno una volta tanto fastidiose, perchè riguarderanno pugili veri.
Braccia alzate quindi per il detentore che mantiene la cintura che già cinse i fianchi dei concittadini della medesima categoria dei medi,Tiberio Mitri e Nino Benvenuti, immortali diamanti del pugilato verde-bianco-rosso.
L'abbraccio finale tra i protagonisti delle due epiche battaglie hanno detto di nuovo che la boxe talvolta è ancora "Noble Art". Onore ad entrambi e, come avevamo scritto alla vigilia dell'incontro, per nessuno dei due questa rivincita sarebbe stata l'ultima spiaggia. Possono e devono imparare ancora tanto con pazienza, dedizione e umiltà. Sono due elementi importantissimi per il pugilato tricolore e la gioia composta e le parole espesse ai microfoni della Rai da parte di Chiancone per la vittoria, le lacrime amare di Hermi per la sconfitta, ci auguriamo siano soltanto i primi segnali passeggeri di carriere ricche di soddisfazioni.
Nel sottoclou, si è chiuso in parità il combattimento i sei riprese tra i gallo Ahmed Obaid ed Estafano Guerrini, che già avevano impattato lo scorso anno. Obaid, palestinese della Striscia di Gaza sin da bambino trapiantato e perfettamente integrato a Ferrara, è in realtà un peso mosca costretto quasi sempre a cimentarsi in categorie superiori per la scarsità di pugili disponibili nelle categorie "piccolissime", mentre Guerrini è un ragazzo che nella boxe e nel m.o Dalmasso ha trovato in Piemonte il faro per togliersi da tanti problemi. Obaid, più veloce, tecnico e preciso, aveva dato la sensazione di avere prevalso mandando a vuoto moltissimi dei colpi dell'arrembante e potente rivale. La giuria ha scelto diversamente, Ma non è detto che prima o poi i due ragazzi non si trovino di fronte per la terza volta e magari con in palio qualcosa di importante.

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