A quasi vent’anni di distanza dalla fine dei giochi olimpici di Atene 2004, il cubano Mario Kindelan e l’inglese Amir Khan, protagonisti della finale del torneo della categoria 60 kg, si sono rincontrati da vecchi amici-rivali nel Bahrein.
In quella occasione Kindelan sconfisse l’allora 17enne prodigio Khan con il punteggio di 30-22.
Il futuro campione mondiale super leggeri e welter si prese una parziale rivincita l’anno dopo battendo Kindelan al Bolton Stadium nel suo ultimo incontro prima di diventare professionista.
Nel colloquio intercorso tra i due campioni Kindelan ha illustrato ad Amir Khan la drammatica situazione economico-finanziaria in cui versa il suo paese e di conseguenza la sua famiglia.
Il campione cubano, ora 52enne, ha inoltre raccontato al suo avversario di voler costruire una casa nel suo paese dove fare vivere la sua famiglia.
A questo scopo Kindelan avrebbe proposto ad Amir la volontà di vendergli la medaglia d’oro olimpica conquistata nella loro sfida di Atene per soli 5.000 dollari.
La storia di Kindelan ha toccato il cuore del campione inglese di origini pakistane al punto di non voler accettare la proposta del vecchio rivale, rendendosi però disponibile a donargli la suddetta cifra in segno di amicizia dandogli così modo di realizzare il suo sogno.
Altri 5.000 dollari sono stati elargiti a Kindelan da un partner commerciale di Khan che si è congedato dall’amico con queste parole: “mi hai battuto nella finale olimpica e la medaglia d’oro appartiene a te e a nessun altro. Non devi venderla mai”.
Max




