Il picchiatore messicano nettamente favorito a Las Vegas
Se c'è un pugile del quale si parla molto meno di quanto si dovrebbe questo è il peso leggero messicano William Zepeda Segura, uno dei più pericolosi picchiatori in circolazione che invece il Transnational Boxing Rankings Board classifica appropriatamente al nr 4 della classifica di categoria. Autore di 25 successi prima del limite su 29 vittorie contro nessuna sconfitta, il 27enne mancino messicano è entrato proprio per questo nella lista degli indesiderabili nel senso che è meglio stare alla larga da lui a meno che il gioco non valga economicamente la candela. La prima volta che lo vedemmo in azione era il luglio del 2021 quando a Los Angeles smantellò in 6 riprese un'altra promessa nel texano Hector Tanajara che da allora ha combattuto solo 3 volte con un pareggio e due vittorie su avversari di seconda o terza fascia mentre prima di perdere con Segura aveva battuto nettamente Juan Carlos Burgos, non un frillo qualsiasi.
Da allora Zepeda ha continuato ovviamente a vincere alla grande, il solo espertissimo Rene Alvarado gli ha creato qualche problema, mentre l'ultimo avversario, il filippino Mercito Gesta, ha osato farci a botte, o vi è stato costretto da Zepeda, ed è finito piuttosto male. Chiaro che i limiti di un pugile i più li scoprono quando perde per la prima volta e non è nemmeno detto ma per ora Zepeda mena come un fabbro, mette una pressione insostenibile, incassa e non è che prenda poi tanti colpi anche se qualcuno in meno non gli farebbe certo male.
Stanotte a Las Vegas Zepeda si batte contro l'inglese Maxi Hughes, la vittima di uno dei più sconcertanti verdetti del 2023. Hughes ha 34 anni ed è , insieme al piuma Leigh Wood, uno di quei pugili che misteriosamente, così sembra, e improvvisamente hanno raddrizzato una carriera anonima partendo dal periodo pandemico. Anch'egli mancino, Hughes ha sorpreso tutti nell'estate 2020 nella bolla imposta dal Covid 19 battendo l'irlandese Jono Carroll, poi ha messo sotto nell'ordine il kazako Viktor Kotochigov, il nordirlandese Paul Hyland Jr,, il messicano Jovanni Straffon, i connazionali Ryan Walsh e Kid Galahad prima di andare appunto a sbattere contro l'ex campione del mondo, l'australiano George Kambosos, la cui rotta di navgazione verso il prossimo match con la leggenda Vasyl Lomachenko non doveva evidentemente essere disturbata. Ne uscì un match brutto che Hughes aveva comunque vinto, peccato che i tre giudici avessero altre idee per la testa.
Classificato nr 8 dal TBRB, Hughes è un bravo pugile, è veloce, ha buoni fondamentali ed è coraggioso il giusto. Ha però secondo noi poche chance di fronte a uno che taglia il ring come Zepeda e che picchia con entrambe le mani. Purtroppo per lui Hughes ha dei piumini al posto dei guantoni e questo con uno come Zepeda è un handicap probabilmente troppo difficile da superare. L'impressione è che il messicano possa aggiungere un'altra vittoria prima del limite alla sua collezione in attesa che qualcuno dei grandi accetti di correre il rischio di affrontarlo.



