Il “mostro” del pugilato giapponese e mondiale Naoya Inoue (31-0 27 ko) ha difeso vittoriosamente le quattro cinture mondiali dei super gallo in suo possesso.
Sul ring dell’IG Arena di Nagoya ha ottenuto uno schiacciante successo ai punti sul duro uzbeko Murodjon”MJ” Akhmadaliev (13-2, medaglia di bronzo ai giochi di Rio 2016 ed ex campione WBA e IBF, cosa che non succedeva dal 2019 quando superò Nonito Donaire nella finale delle WSSB.
117-111 e 118–112 x 2 il computo dei cartellini in suo favore, anche se è difficile capire quale round Akhmadaliev si possa essere aggiudicato.
Inoue ha messo in campo tutte le sue riconosciute qualità: velocità d’azione, tempismo ed efficacia nei colpi anche se è sembrato essere più accorto in fase difensiva dopo gli atterramenti subiti negli incontri contro Luis Nery e Ramos Cardenas.
Akhmadaliev invocava da anni l'incontro con Inoue, ma non appena ne ha saggiato la potenza ad inizio match, è stato riluttante ad aprirsi per paura di ciò che sarebbe potuto succedere. Una prestazione davvero timida da parte dell'uzbeko, anche se penso che sarebbe stato fermato se avesse provato a combattere di più.
Quelle poche volte che ci ha provato è stato bombardato dai colpi al corpo di Inoue.
Per il “mostro”, campione mondiale in quattro diverse categorie di peso (mini mosca WBC, super mosca WBO, nonché dei gallo e super gallo riconosciuto da tutti e quattro gli enti), è stato il settimo incontro che ha disputato nella categoria dei super gallo dove ha spazzato via la concorrenza battendo, prima del limite, Stephen Fulton, Marlon Tapales, Luis “Pantera” Nery, TJ Doheny, il coreano Kim, Ramon Cardenas e per l’appunto Akhmadaliev.
Nel corso della sua carriera Inoue, n. 2 della classifica P4P di The Ring, ha disputato ventisei incontri con titolo mondiale in palio, naturalmente tutti vinti.
Prossimamente dovrebbe combattere il 27 dicembre a Riyadh dove troverebbe come sfidante il messicano Alan Picasso.




