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Finalmente Groves ! Batte Chudinov ed è campione Wba

 George Groves rocked the dangerous Russian with a string of blows

Convincente prova dell’inglese, campione per la prima volta. Il russo KO in piedi al sesto round

di Matteo Biancareddu

La riunione di Sheffield, oltre a sancire il cambio di guardia tra Brook e Spence, ha incoronato finalmente George Groves (26-3-0, 19 KO) campione di sigla dei supermedi, dopo una rincorsa durata anni. L'inglese, infatti, ha messo KO al sesto round il russo Fedor Chudinov (14-2-0, 10 KO) per cingersi la vita con la cintura WBA Super, lasciata vacante dal tedesco Felix Sturm dopo l'immeritata, scandalosa vittoria ai punti sullo stesso Chudinov a febbraio 2016. Groves si iscrive quindi al chilometrico albo dei campioni di sigla dopo tre tentativi infruttuosi: fu messo due volte KO dal connazionale Carl Froch, suo acerrimo rivale, per i titoli IBF e WBA, e fu poi battuto ai punti dallo svedese Badou Jack per la cintura WBC. Da predestinato al successo quale sembrava essere al debutto nel professionismo, Groves si era impantanato dell'incapacità di compiere il passo decisivo verso la vetta, tanto che molti osservatori Oltremanica ormai disperavano di vederlo diventare campione. L'occasione giusta è stata quella di ieri, la quarta: oltre a coglierla, Groves ha anche dimostrato di avere riacquistato l'autostima che sembrava aver perso nel recente passato.

It took a long time coming but George Groves finally became world champion

Il match è stato di facile lettura fin dall'inizio: Chudinov, fedele a uno stile monolitico e diretto di chiara estrazione post-sovietica, esercitava una pressione costante e portava serie di colpi dritti per linee interne, variati da robusti ganci al corpo. Groves, dal canto suo, boxava di rimessa, istruito in tal senso dall'ottimo trainer Shane McGuigan (figlio dell'indimenticato Barry, massimo idolo del pugilato irlandese): metteva il diretto destro d'incontro sul jab di Chudinov, spesso non richiamato, e rientrava sullo stesso colpo d'approccio nei modi più disparati, soprattutto con il montante destro e con due ganci ai fianchi. Malgrado l'efficacia di queste soluzioni, però, Groves non riusciva a scrollarsi di dosso l'ostinato avversario, che davvero sembrava impermeabile ai colpi dell'inglese: anche quando fosse centrato perfettamente, il russo non faceva una piega e teneva gli occhi inchiodati sul rivale, deciso a restituire il favore. Tecnicamente, Chudinov tradiva limiti evidenti: oltre all'univocità delle sue azioni, non doppiava i colpi con il tempismo e la meccanica ideali, cercando semplicemente di portarne quanti più possibile per avere maggiori probabilità di andare a segno. Per Groves, schivare e rientrare non era difficile, anche se non sempre gli era possibile evitare i colpi di Chudinov. Alle corde, dove spesso l'avversario lo costringeva, Groves appariva a disagio, incapace di sfruttarne l'elasticità per schivare e rientrare; non è da escludere che simili impacci siano dovuti alle poco rassicuranti esperienze avute dal pugile inglese in passato, come in occasione del secondo match con Froch, quando un tremendo diretto destro lo mise brutalmente KO appunto in un tentativo di uscita dalle corde. Rispetto ad allora, comunque, Groves è molto meno incauto e disinvolto in quelle situazioni: ora si difende con le mani ben alte e strette intorno alla testa, senza più il vezzo di tenere il sinistro lungo il fianco. Certi virtuosismi sono riservati a pochissimi eletti; per i comuni mortali, per quanto abili possano essere, vale sempre la regola aurea di tenere alte le mani.

Nel quinto round, dopo aver vinto tre dei precedenti quattro, Groves era messo in difficoltà nella fase iniziale e in quella conclusiva, dove subiva anche colpi significativi. Niente lasciava presagire quanto sarebbe successo nel round seguente, quando Groves centrava e scuoteva Chudinov con un destro, per poi subissarlo di colpi fino al tempestivo intervento arbitrale. Si può ben dire che, in quell'occasione, il russo abbia avuto la sfortuna e forse l'ostinazione di restare in piedi invece di andare al tappeto: se fosse stato atterrato e avesse avuto modo di rifiatare per dieci secondi, avrebbe probabilmente superato il momento critico, almeno quel tanto che bastasse per finire la ripresa; restando in piedi, invece, ha subito l'iniziativa incalzante di Groves senza mai rispondere, così da motivare lo stop sancito dall'arbitro, ineccepibile a norma di regolamento. Groves può finalmente gioire per il primo titolo di sigla in carriera: ci sentiamo di scommettere fin da ora che si profili un incontro di riunificazione con James DeGale, campione IBF e rivale di Groves fin dai tempi del dilettantismo, oltre che in un match - vinto da Groves ai punti - risalente alla fase iniziale delle rispettive carriere professionistiche. Sarebbe un derby per cui l'Inghilterra impazzirebbe.

George Groves has earned his long awaited world title after beating Fedor Chudinov

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