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Giacon troppo forte e polemiche per la sconfitta di Paraschiveanu

LucaGiacon

Sono bastati pochi minuti al superleggero Luca Giacon, della scuderia Cherchi, per mettere i “puntini sulle ì” contro l’italo-belga Andrea Carbonello. Si può dire che l’assegnazione della vacante cintura Internazionale Ibf sia parsa evidente sin dalle prime battute del confronto, a conferma che in effetti Giacon era in perfetta forma, nonostante i conflitti con la Federazione Spagnola per avere il nullaosta al combattimento. Carbonello ha tentato di mischiare le carte al suono del gong iniziale, muovendosi sulle gambe e girando al largo di Luca, subito padrone del centro ring. Però, una volta prese le misure, Giacon non gli ha dato scampo e al secondo round una combinazione l’ha centrato in pieno, obbligando l’arbitro a contarlo in piedi mentre era in grave difficoltà contro le corde.

luca-giacon

Nei tre minuti successivi, un saettante diretto destro del beniamino di casa lo faceva cadere al tappeto e a subire il secondo conteggio. Coraggiosamente Carbonello si rimetteva in posizione verticale e addirittura sosteneva una buona quarta ripresa, anche approfittando di un momento di recupero di Giacon, il quale stava evidentemente preparando l’attacco finale, che infatti si verificava nella ripresa successiva, allorché l’italo-belga veniva incalzato da Luca e subiva un duro diretto destro al corpo che ne spegneva definitivamente le lampadine. Una bella prestazione quindi di Luca Giacon, che si è dimostrato pronto per impegni di più alto livello, essendo risultata schiacciante la sua superiorità rispetto ad un Carbonello dotato di tanto coraggio, ma troppo inferiore pugilisticamente per opporre una seria resistenza al nuovo campione Internazionale Ibf.

Polemiche invece alla conclusione del match valevole per il Mediterraneo Wbc dei supermedi detenuto da Catalin Paraschiveanu, il romeno-milanese anch’egli della scuderia Cherchi, il quale alla settima ripresa apriva un ferita all’arcata sopraccigliare sinistra del canario Adasat Rodriguez. Con una testata, sosteneva l’arbitro; con un colpo regolare ribatteva l’angolo di Paraschiveanu e comunque non così grave da giustificare la sospensione del combattimento. Si andava pertanto alla lettura dei cartellini, che con i punteggi di 78 a 75 per due giudici e di 77 a 77 per il terzo sancivano il successo con verdetto a maggioranza dello spagnolo. Il match, nella prima parte, aveva fatto registrare una costante pressione di Rodriguez, meno tecnico ma più attivo di Paraschiveanu, il quale comunque sembrava in recupero al momento della contestata decisione tecnica. Peccato. Il titolo è così rimasto in Spagna e per il romeno è giunta una sconfitta, la prima della carriera, che l’ha privato di una cintura a cui teneva moltissimo.

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