
A Montreal anche Zewski
Il rientro di Jean Pascal sul ring di Montreal sembra l'ultimo tentativo di rilanciare una carriera che a molti sembra ormai agli sgoccioli. Trentaquattro anni, Pascal, haitiano di nascita ma canadese di adozione e nazionalità, è stato campione del mondo dei pesi mediomassimi mentre in precedenza è stato campione di sigla fra i supermedi. Vincitore di pugili come Adrian Diaconu, Silvio Branco e Lucian Bute, Pascal è sempre stato un ottimo pugile con chiari limiti di personalità evidenziati sia nel doppio incontro con Bernard Hopkins (un pari e una vittoria) che contro un avversario comunque più forte come Sergey Kovalev (due sconfitte prima del limite). Pascal è sembrato un po' in disarmo ultimamente e ha pure combattuto poco. Prova a rientrare nei quartieri alti contro un avversario di un solo anno più giovane ma molto meno logoro e che da professionista non ha ancora conosciuto sconfitta. Si tratta del colombiano Eleider Alvarez che è anche nr 6 nella classifica di categoria del Transnational Boxing Rankings Board dove lo stesso Pascal ha dimorato a lungo. Alvarez, che è un altro trapiantato in Canada, non è un picchiatore ma ha vinto prima del limite contro buoni avversari, tipo Lucian Bute, ed è un ottimo pugile. Noi lo vediamo come favorito e crediamo debba provare a vincere prima del limite prima di rischiare un ingiusto verdetto contrario come quello che contro Pascal toccò a Yunieski Gonzalez. Una vittoria tra l'altro metterebbe Alvarez in ottima posizione per una sfida mondiale.(Photos y Keith Idec, photos by Stephanie Trap)
Nel sottoclou c'è da seguire il match di Michael Zewski, 27enne che pareva lanciatissima prima di sbattere 13 mesi fa contro Konstantin Ponomarev. Zewski riprova da superwelter (era un welter) e affronta un collaudatore messicano, Fernando Silva, che non dovrebbe creargli molti problemi. Dovrebbe essere di scena anche il 29enne canadese Custo Clayton, già buon dilettante eliminato solo per preferenza alle Olimpiadi di Londra dal locale Fred Evans alle soglie del podio. Usiamo il condizionale perché l'avversario previsto per lui si è reso indisponibile e la sua presenza è legata alla possibilità di reperire un sostituto.



