
Il migliore è stato però Fabiano Zana
Come antipasto ai 3 match di professionisti al Centro Sportivo San Filippo di Brescia si è svolta una lunga riunione dilettantistica con 7 incontri più uno di light boxe. In palio c'era il trofeo intitolato ad Antonio Mariani, gloria locale deceduto qualche anno fa, mitico allenatore a cui è intitolata la palestra più famosa della città. A ricordarlo le figlie, gli organizzatori e alcuni dei suoi allievi fra cui Natale Vezzoli e un Serafino Lucherini, globetrotter del pugilato anni 60, in splendida forma. Il trofeo è stato vinto da un 17enne kossovaro proprio della Mariani, il 78 chili youth Nebih Meha, probabilmente per tre motivi: 1) la vittoria su Ignazio Restano della Boxe Vercelli che si è come bloccato dopo una ripresa, 2) è giovanissimo 3) appartiene alla palestra Mariani. In realtà almeno tre altri pugili, tutti ospiti, meritavano maggiormente il Trofeo ma si sa come vanno queste cose. A noi è piaciuto soprattutto il 70 chili Elite Fabiano Zana, Boxe Caloi, chiamato ad affrontare Michael Mendy della Boxe Mariani nell'incontro più bello di questa parte della serata. Mendy ha fatto molto ritmo e comunque un bell'incontro ma la padronanza tecnica di Zana ha fatto impressione soprattutto nell'uso ripetuto del montante destro e la nostra impressione è stata confortata da alcuni ex pugili presenti che, saliti sul ring, non si sa se abbiano votato loro o no, ma crediamo proprio di no.
Detto questo ci sono piaciuti anche il massimo di Varese Andrea Hoz, che ha costretto alla resa anzitempo il locale Diego Baiano e che deve fare molto male, e il piacentino Filippo Calini che ha battuto il fratello di Meha, Leutrin, a 74 chili. Hanno vinto anche il 74 chili Davide Biondini della Mariani prima del limite su Luca Canali, Marco Stefanoni della Jolly su Christian Schioppetto della Garda Boxe e Francesco Piardi della Mariani su Hitai Juxhini della Boxe Piacenza.
Al di là di un'attribuzione dubbia del Trofeo Mariani va segnalato che tutti i verdetti sono stati giusti, un bel progresso rispetto a qualche anno fa quando per vincere fuori casa non bastava portarsi un fucile.



