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Bordo Ring

Rungvisai-Gonzalez, attesissima rivincita a Carson

 "Chocolatito" atteso al riscatto

Al peso il campione Rungvisai 52.163  kg . Lo sfidante Gonzales  52,114 kg

 

Nello scorso mese di marzo al Barclays Center di New York il formidabile nicaraguense Roman "Chocolatito" Gonzalez, (foto a dx)considerato all'epoca il miglior pugile pound for pound del mondo, perdette la sua imbattibilità e questa qualifica lusinghiera al termine di un match molto discusso contro il peso supermosca thailandese Srisaket Sor Rungvisai come lo chiameremo, anche se in realtà il suo vero nome è Wisaksil Wangek. A nostro avviso, e non solo nostro a dire la verità, fu un verdetto sbagliato, non tanto da far gridare allo scandalo ma comunque sbagliato, giunto al termine di un match in cui l'arbitro avrebbe benissimo potuto squalificare il thailandese per uso scorretto della testa, cosa che in effetti avrebbe dovuto fare invece che infliggergli un solo richiamo ufficiale e poi lasciarlo libero di continuare nelle scorrettezze. Gonzalez, che subì un rovinoso taglio dalle scorrettezze dell'asiatico, non fu però lo stesso implacabile fuoriclasse che era stato in tante altre occasioni confermando un trend iniziato contro Carlos Cuadras e facendo sorgere due sospetti: di essere in calo a 29 anni e di non esprimere nella categoria dei supermosca la stessa potenza messa in evidenza nelle categorie inferiori.

Gonzalez è un atleta serio, l'idolo di un Paese poverissimo che fu aiutato da un grande connazionale come il compianto Alexis Arguello. Non cercò scuse allora, a New York, come non le cerca adesso e ha voluto fortemente e subito una rivincita. Va dato atto a Rungvisai di averla accettata anche se avrebbe potuto portare a spasso comodamente la sua cintura WBC per un po'. Non ha importanza se l'opzione rivincita fosse contemplata nel contratto del primo incontro perché sappiamo come oggi i contratti si rispettino assai poco e come un titolo di sigla abbandonato valga poco o nulla. Evidentemente Gonzalez e Rungvisai sono uomini d'onore, nella migliore accezione del termine, anche se Rungvisai è stato ricoperto di dollari.

La rivincita è prevista questa notte a Carson, sobborgo di Los Angeles, il cui StubHub Center è diventato da qualche anno uno dei luoghi più importanti della boxe statunitense. L'interrogativo è se Gonzalez, che ha raggiunto i 30 anni a gugno, saprà vendicarsi del thailandese che ne farà 31 a dicembre. molte volte accade che un pugile in declino perda il secondo incontro in modo molto più evidente che non il primo ma qui siamo di fronte a un problema diverso perché Gonzalez il primo, ripetiamo, lo ha perso solo per quei tre giudici di New York. Inoltre l'arbitro non sarà lo stesso e c'è da augurarsi che riesca a imporre soprattutto a Rungvisai un match entro le regole.

Gonzalez dovrà però fare un match più continuo rispetto a quello di marzo in cui fu costretto a qualche pausa e non pensare più che la sua potenza da sola possa risolvere la questione. Per contro il nicaraguense sa, essendone stato atterrato nel 1° round a marzo, che la potenza di Rungvisai può davvero essere un fattore determinante. Accettare la battaglia a viso aperto potrebbe costituire un errore eppure è quel tipo di boxe che Rungvisai cercherà. Gonzalez è quindi chiamato a un compito all'altezza della sua limpida classe e dovrà dimostrare di avere avuto un calo solo temporaneo. Noi ci crediamo ma è indubbio che il fuoriclasse nicaraguense stavolta è solo leggermente favorito.

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