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Bordo Ring

Andrade nella tana di Culcay per il vacante Wba

 Culcay vs Andrade POSTER

Per l’americano, l’insidia principale è il fattore campo

Di Matteo Biancareddu

Per il tedesco Jack Culcay (22-1-0, 11 KO), la possibilità di contendere allo statunitense Demetrius Andrade (23-0-0, 16 KO) il vacante titolo WBA dei superwelter a Ludwigshafen, in Germania, è già una vittoria. Non accade di frequente, infatti, che un pugile americano, per giunta imbattuto e quotato, accetti di attraversare l’Oceano per esibirsi sul suolo europeo, davanti a platee ostili e a giudici che spesso lo sono ancora di più. Quando ciò avviene, lo si deve alla potenza economica e politica dei pochi colossi organizzativi operanti nel Vecchio Continente, tra cui continua a figurare l’intramontabile famiglia dei Sauerland. I promoter tedeschi, a dispetto delle voci che li vogliono in difficoltà, hanno messo a segno un colpo eccezionale ottenendo che la sfida tra Culcay e Andrade, ordinata dalla WBA per l’assegnazione del titolo, si disputi in Germania, dove Andrade avrebbe fatto volentieri a meno di recarsi. Il match era stato inizialmente fissato per il 5 novembre dell’anno scorso, ma saltò a causa del ritardo con cui l’americano adempì alcuni obblighi contrattuali, tra cui l’apposizione della firma sulle carte. Anche allora, Andrade si guardò attorno fino all’ultimo nel tentativo di trovare un’alternativa al viaggio in Germania, causando così il deragliamento dell’accordo con la controparte tedesca. Alla fine, però, il pugile statunitense non ha potuto sfuggire oltre e si è dovuto adeguare, seppure “obtorto collo”, a una soluzione che evidentemente non lo entusiasma.

Andrade è notoriamente un atleta problematico sotto l’aspetto gestionale. Tra il 2014 e il 2015, il talentuoso pugile di Providence, Rhode Island, restò in attivo per un anno e quattro mesi a causa di un contenzioso legale tra i suoi promoter – Artie Pelullo della Banner Promotions e Joe DeGuardia della Star Boxing – e la Roc Nation del rapper Jay-Z, che aveva provato a mettere le mani su di lui. In particolare, la Roc Nation convinse Andrade a rinunciare alla borsa più alta della sua carriera – 550.000 dollari per difendere il titolo WBO dei superwelter con l’imbattuto Jermell Charlo a Las Vegas sul canale Showtime – garantendogli in cambio la stessa cifra. La diatriba che ne conseguì costò ad Andrade un lungo periodo di pausa e soprattutto la perdita del titolo, mai difeso entro i termini stabiliti. A ventinove anni, “Boo Boo” non può permettersi ulteriori passi falsi, e difatti è impaziente di misurarsi con Saul Alvarez o Jermall Charlo per borse finalmente pesanti. Ma l’ottenimento di quelle sfide sarà solo l’ultima tappa di un percorso che passa attraverso incontri meno gratificanti, come quello di sabato con Culcay. I due pugili si conoscono per essersi affrontati da dilettanti, ai Mondiali AIBA del 2007, quando Andrade superò il tedesco per poi vincere la medaglia d’oro. Qualificatosi per le Olimpiadi dell’anno successivo anche a spese di Keith Thurman, Andrade fu subito indicato come uno dei favoriti per la vittoria nei superwelter, ma fu eliminato a sorpresa dal coreano Kim Jung-Joo nei quarti di finale, con un verdetto da molti giudicato sbagliato.

 Culcay vs Andrade cappello

Sabato sera, Andrade e Culcay si ritroveranno sul ring con credenziali diverse. Se l’americano è tuttora imbattuto e coltiva legittime ambizioni di grandezza, il trentunenne tedesco nativo dell’Ecuador non può dirsi altrettanto quotato. Lo era nei dilettanti, ma non si è mai confermato su livelli di eccellenza dopo lo sbarco tra i professionisti, dove la sua ascesa, malgrado l’oculata protezione dei Sauerland, non è stata sicura e spedita come sarebbe stato lecito aspettarsi. Culcay è anche incorso in una sconfitta del tutto inaspettata, nel 2013 per mano dell’argentino Guido Nicolas Pitto. L’ha prontamente riscattata in rivincita per poi consacrarsi campione europeo a spese dello spagnolo Isaac Real, ma senza mai convincere appieno, in quell’occasione come in altre successive. Le molte incertezze che hanno costellato il suo cammino hanno indotto Culcay a cambiare più volte allenatore, con le relative e logiche conseguenze sul suo stile pugilistico: dapprima impostato come un picchiatore iperaggressivo malgrado una potenza tutt’altro che irresistibile, il “Golden Boy” tedesco è stato poi riconvertito in incontrista, con esiti poco entusiasmanti, per poi tornare agli albori con i dovuti aggiustamenti tecnici. Quale che fosse l’abito tecnico indossato di volta in volta, Culcay non è mai sembrato sul punto di mantenere le onerose aspettative che ne avevano salutato l’avvento tra i professionisti. Inoltre, il ragazzo ha un fisico del tutto inadeguato agli standard dei superwelter contemporanei, dove abbondano i pugili alti oltre il metro e ottanta e pesanti sui settantacinque chili all’atto di salire sul ring. Andrade, con i suoi 185 centimetri d’altezza e il suo fisico statuario, è appunto uno di quelli, mentre il brevilineo Culcay, alto 172 centimetri, sarebbe sotto la media persino nella categoria inferiore.

Il mancino Andrade surclassa Culcay in tutti i settori, da quello fisico a quello tecnico. “Boo Boo” è un potenziale fuoriclasse, forse già ora l’elemento più completo al limite delle 154 libbre. Le possibilità di vittoria di Culcay sono verosimilmente infinitesime e dipendono soprattutto dallo stato psico-fisico del rivale: solo una prova sottotono di Andrade potrebbe alimentarle. Dal tedesco è lecito attendersi un match volitivo e coraggioso, in costante proiezione offensiva per raccogliere il consenso dei giudici; ma non c’è da dubitare che un Andrade concentrato e ben preparato non possa durare fatica nel battere un pugile come Culcay.

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