In palio due titoli di sigla, ma soprattutto il primato nella categoria
Di Matteo Biancareddu
La riunione in programma sabato a New York, imperniata sulla sfida tra i supermedi James DeGale (23-1-0, 14 KO) e Badou Jack (20-1-2, 12 KO), è il modo migliore per inaugurare l’anno appena iniziato, con l’auspicio che i mesi a venire confermino questo standard qualitativo. Al Barclays Center di Brooklyn, ormai consacrato tempio della boxe contemporanea, si tengono infatti due incontri tanto importanti quanto attraenti, tra pugili accomunati da identiche ambizioni di grandezza. Il match di maggiore rilievo è quello tra l’inglese James DeGale, campione IBF dei supermedi, e lo svedese Badou Jack, detentore del titolo WBC. Sarà non solo un incontro di riunificazione – ovviamente parziale – del titolo mondiale unitario, ma soprattutto una sfida al vertice della categoria, perché i due contendenti sono da considerarsi gli elementi migliori nei supermedi, almeno allo stato attuale. Oltre a questi fattori, che già di per sé valgono la pena di seguire l’evento a dispetto dell’orario proibitivo per le nostre latitudini, il fatto che l’incontro si annunci estremamente equilibrato è un ulteriore motivo d’interesse.

Jack, Mayweather e DeGale
DeGale e Jack sono indubbiamente due ottimi pugili, ma entrambi non hanno ancora convinto del tutto. Il londinese DeGale, arcirivale del connazionale George Groves fin dai tempi del dilettantismo, è reduce da un match che sarebbe dovuto essere di routine e si è invece rivelato una dura battaglia, con momenti di difficoltà tutt’altro che sporadici. Lo sfidante, il messicano Rogelio Medina, ha opposto una fiera resistenza per dodici round, mettendo alla frusta il campione e gettando persino qualche dubbio sul verdetto, che ha premiato DeGale con distanze troppo ampie. Prima di questo confronto, l’inglese aveva difeso con Lucian Bute il titolo conquistato a spese di Andre Dirrell a maggio 2015, e neanche la vittoria sul rumeno-canadese era stata granché convincente. Dopo una partenza decisa, quasi frenetica, DeGale aveva accusato una flessione che possiamo considerare a buon diritto un suo difetto strutturale, avendolo riscontrato anche nel match con Medina e in altri ancora. Il londinese è un pugile duttile, capace di aggredire come di boxare, ed è solito imporre cadenze elevatissime, con il serio rischio di andare fuori giri nella seconda metà dell’incontro. Il suo stile è singolare, basato sul movimento continuo e sui colpi portati “in caduta”, cioè avanzando con il piede posteriore. Non è un caso che DeGale, pur essendo formalmente un mancino, usi entrambe le guardie e le alterni così spesso da rendere non sempre definibile la sua posizione.
Se DeGale era una promessa annunciata fin dal periodo dilettantistico, diverso è il caso di Badou Jack, gambiano naturalizzato svedese e trapiantato a Las Vegas. Jack è uno dei pupilli di Floyd Mayweather Jr, che può vantarsi di esserne lo scopritore. Il fuoriclasse del Michigan lo adocchiò nel 2011, assistendo a una sua sessione di sparring con Andre Dirrell, e subito lo accolse nella sua scuderia, la Mayweather Promotions, di cui Jack “The Ripper” è oggi il fiore all’occhiello. La scalata del nero svedese alle vette mondiali non è stata priva di intoppi; anzi, si è bruscamente interrotta a febbraio 2014, con un pesante KO al primo round per mano di Derek Edwards. Quella sconfitta sembrò sulle prime una pietra tombale sulle ambizioni di Jack: nessuno, allora, poteva pensare che il pugile gambiano, già trentunenne, avrebbe raggiunto i risultati ottenuti in seguito. Invece, le successive conquiste del protetto di Mayweather sono state una sorpresa continua: dalla vittoria ai punti in rimonta sull’imbattuto Anthony Dirrell, che valse a Jack il titolo WBC, al meritato successo sull’inglese George Groves, che partiva favorito al pari di Dirrell. L’ultima uscita di Jack, risalente allo scorso aprile, è stata il match con Lucian Bute, passato in archivio come un pareggio sebbene il campione meritasse una vittoria piuttosto larga. La carriera del pugile svedese, iniziata sommessamente, si è dispiegata in un impetuoso crescendo rossiniano, che non è escluso possa toccare la massima nota nel match di sabato con DeGale. Diversamente dall’inglese, Jack è un pugile molto concreto, che lavora poco e con efficacia. E’ accomunato al suo prossimo rivale dall’assiduità con cui cerca i colpi al corpo, anche se riteniamo che i suoi siano più pesanti di quelli di DeGale.

Il confronto del Barclays Center sarà tatticamente interessante perché opporrà il lavorio frenetico e spesso fumoso di DeGale alla concretezza spoglia e talvolta sparagnina di Jack. In questo senso, può darsi che DeGale parta favorito in ossequio al dio Compubox, cui tutti, giudici in primis, sembrano essersi ormai votati in sede di giudizio. Difficilmente, infatti, il numero dei colpi messi a segno da Jack risulterà superiore a quello dei colpi di DeGale. Tuttavia, siamo curiosi di constatare se l’inglese, come già in altre occasioni, calerà sensibilmente nella seconda parte dell’incontro. In tal caso, è probabile che Jack, sempre sornione all’inizio e molto più aggressivo in seguito, possa approfittarne. Il pronostico è incertissimo, con una lieve preferenza per DeGale



